La mafia delle terre

Le ferite culturali e religiose in Pakistan non si rimarginano e il sangue continua a bagnare le coscienze della società civile. Ancora una vittima fra il cattolici di Islamabad; Akram Masih, un attivista pakistano, sposato e padre di quattro bambini, è stato ucciso ieri sera da un commando armato legato al gruppo dei latifondisti musulmani.

Un cattolico devoto e sensibile alle problematiche sociali del Paese, capace di non indietreggiare di fronte agli attacchi contro i diritti delle minoranze religiose; una di quelle persone rette e coerenti che “intralciano” gli affari del potere mafioso locale.

Da anni, infatti, Akram Masih subiva minacce per la sua coraggiosa battaglia in difesa dei diritti delle minoranze; contro il sistema disonesto di quei proprietari terrieri musulmani che “rubano” le proprietà cristiane con l’avallo delle autorità. In una delle sue ultime battaglie, Akram Masih aveva inoltre lanciato una campagna contro i ricchi proprietari terrieri che confiscano in modo arbitrario i terreni ai contadini cristiani.

Akram Masih – residente a Renala Khurd, distretto di Okara, nella provincia del Punjab – lo scorso anno, insieme ad alcuni esponenti della Chiesa cattolica, era riuscito a salvare due scuole cristiane dal tentativo di sequestro di alcuni proprietari terrieri, appoggiati delle autorità locali. Questo episodio decretò purtroppo la condanna a morte dell’attivista pakistano.

P. Joseph John, sacerdote a Renala Khurd, riferisce ad AsiaNews che “da mesi” i latifondisti musulmani cercano di rubare terre ai cristiani, con il sostegno delle autorità”. Akram Masih “si è sempre opposto con coraggio” e non ha mai permesso loro di “realizzare i loro piani malvagi”. La zona compresa nel distretto di Okara è rinomata per la fertilità dei terreni, in cui si coltivano fra gli altri patate, pomodori, riso. Tre settimane fa Masih aveva acquistato un piccolo appezzamento di terreno, che la mafia locale ha subito cercato di espropriargli. Sono ricominciate le minacce personali e a nulla è valsa la denuncia alla polizia, visto che gli agenti non hanno nemmeno avviato l’indagine di rito.

I responsabili dell’omicidio di Masih sono probabilmente legati alla “mafia delle terre”, guidata da Nadeem Ashraf.

P. Shahbaz Aziz, del distretto di Okara, a tal proposito racconta AsiaNews : “Nadeem Ashraf è l’uomo forte della zona” e “guida della mafia locale dei terreni”; insieme ai fratelli egli “ha più volte minacciato Masih”, poi è scattato l’assalto che ha portato alla morte dell’attivista cristiano. P. Aziza precisa che “il corpo presenta segni di torture”, ma la polizia – seppur costretta ad aprire un fascicolo – non mostra particolare attenzione e impegno nella ricerca degli assassini.

In circostanze analoghe, nel 2003 venne ucciso anche p. George Abraham, attivista per i diritti delle minoranze, e nel marzo 2011 il cattolico Shahbaz Bhatti – ministro per i Problemi delle minoranze del Pakistan – è stato ferocemente crivellato con 30 colpi di arma da fuoco.

“I cristiani in questa regione – conclude p. Shahbaz Aziz – sono umiliati, i casi di persecuzioni sono molto frequenti. Quante vite verranno ancora spezzate, prima che il governo del Punjab intervenga? E quanto sangue dovrà ancora scorrere?”.

(Articolo pubblicato su Medeu.it)

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