La santità siciliana nel convegno promosso dalle scuole teologiche di base di Palermo e Monreale

Foto di Giovanni Caruso

Si è svolto in questi giorni, a Palermo, nell’aula magna della Facoltà Teologica di Sicilia, un interessante convegno su alcune figure di santità siciliana. Un’idea che prende le mosse dall’Esortazione apostolica di papa Francesco “Gaudete et exultate” sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, e che è stata realizzata dalla Scuola Teologica di Base delle arcidiocesi di Palermo e di Monreale, due realtà formative (quella di Palermo quarantennale e quella di Monreale più giovane) che ogni anno offrono, ad una utenza di oltre duemila allievi, l’opportunità di studiare quella che san Tommaso d’Aquino definiva la “Sacra Doctrina”.

Il convegno su “I santi della porta accanto” celebrato a Palermo ha voluto rilanciare gli intendimenti pastorali ricordati da papa Francesco nel testo dell’Esortazione apostolica: «Il mio umile obiettivo – afferma il Pontefice nel documento – è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto ciascuno di noi “per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità” (Ef 1,4)».

La testimonianza di vita cristiana trasmessaci dai Santi è oggi per noi un’importante risorsa di fede, una «via sicurissima per la quale, tra le mutevoli cose del mondo e secondo lo stato e la condizione propria di ciascuno, potremo arrivare alla perfetta unione con Cristo, cioè alla santità» (Lumen Gentium, 50).

Santo è colui che permette a Dio di diventare la sua unica ragione di vita, che è capace di rispondere generosamente e liberamente ai bisogni dell’Amore, che è disponibile ad orientare e a coinvolgere ogni istante della propria vita a vantaggio degli altri. Il grande teologo svizzero, H.U. von Balthasar, a tal proposito scriveva: «Ogni uomo che si lascia espropriare da Dio e dal suo incarico è una pietra d’angolo di comunione, uno spazio in cui gli altri possono prosperare, crescere e procurarsi materiale per costruire se stessi. Ogni santo è essenzialmente tale non per se stesso, ma per Dio e per i fratelli».

Nelle due sessioni (mattutina e pomeridiana) il convegno ha proposto le riflessioni di alcuni esperti teologi su quattro figure di santità siciliana appartenenti alle due arcidiocesi che hanno promosso l’evento: il beato don Giacomo Cusmano e la sorella, venerabile Vincenzina Cusmano (per Palermo), la beata Maria di Gesù Santocanale e la venerabile Carmela Prestigiacomo (per Monreale). Figure di santità, probabilmente meno note, che – come ricorda papa Francesco – «sorprendono, spiazzano, perché la loro vita ci chiama a uscire dalla mediocrità tranquilla e anestetizzante», e che hanno permesso ad un vasto uditorio presente al convegno di riconoscere con fierezza i frutti della santità radicata nella nelle due arcidiocesi siciliane.

A sottolineare l’importanza di questa importante iniziativa l’intervento di monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, e quello di monsignor Salvatore Di Cristina, arcivescovo emerito di Monreale, entrambi d’accordo che nelle loro diocesi si sia realizzato – attraverso il contributo delle due Scuole Teologiche di Base – l’impegno «a promuovere il desiderio della santità» auspicato da papa Francesco nel testo della “Gaudete et exultate”.

Scritto per Korazym.org

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