La danza del demonio sulla testa dei nostri figli

Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori (Codacons) ha avviato una battaglia legale contro la diffusione in Italia di “A Children’s Book of Demons“, il libro, pubblicato negli Stati Uniti, che insegna ai bambini a familiarizzare e a evocare il demonio. «Si tratta – spiegava lo scorso anno il presidente Carlo Rienzi su “Agenpress.it” – di un libro pubblicato negli Stati Uniti, destinato a giungere in breve tempo nelle nostre librerie Siamo da sempre contro qualsiasi forma di censura e per la libertà di espressione, specie quando si parla di letteratura e arte, ma in questo caso, considerato il pubblico di minori cui è diretto il libro, non possiamo non intervenire per chiedere alle autorità competenti di bloccarne la diffusione in Italia».

Il Codacons ha così presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma perché si provveda, in via preventiva, al sequestro di tutte le copie dell’inquietante libro che potrebbe sbarcare anche nel nostro Paese. Un libro – dichiara Rienzi – «che, secondo gli esperti e gli esorcisti dell’Aie, avvicina i bambini al satanismo, invitando i minori ad evocare i demoni anche attraverso simboli e disegni e trasformando il concetto di male in un gioco. Messaggi non solo diseducativi ma anche estremamente pericolosi, perché fanno credere che attraverso il male si possano ottenere vantaggi e ricompense, influendo così in modo negativo sullo sviluppo psicologico e morale dei minori» (Agenpress.it).

Osserviamo tuttavia che un certo tipo di cultura satanica è già presente in tutti i contesti della vita sia degli adulti che dei giovani, dove il demonio è presentato come una figura romanzata e non del tutto pericolosa (per esempio su Netflix nella serie “Lucifer”, seguitissima dai giovani), in molti testi di canzoni dei rapper e trapper più famosi. Il demonio si lascia disegnare indisturbato (tra simbologia e numerologia diabolica) in migliaia di tatuaggi che i più giovani espongono orgogliosi nel loro corpo.

Una certa superficialità, circa la reale esistenza del demonio, è presente anche in qualche vescovo che – lo affermano alcuni autorevoli esorcisti – non ritengono opportuno nelle loro diocesi provvedere alla nomina di un esorcista. Secondo padre Arturo Sosa Abascal, superiore generale dei gesuiti, per esempio, il diavolo «non è una persona, è una maniera di attuare il male. Non è una persona come lo è una persona umana. È una maniera del male di essere presente nella vita umana». Inoltre – precisava il superiore generale dei gesuiti in un’intervista a “Tempi”, – «i simboli sono parte della realtà, e il diavolo esiste come realtà simbolica, non come realtà personale».

Anche ai nostri bambini un certo tipo di filmografia, lettura, cartoni animati, video giochi riserva le sue attenzioni e li “educa” al fascino della magia e dell’horror, al potere all’uso indiscriminato della violenza, iniziandoli a poco a poco al satanismo e al gusto del male.

Il libro “A Children’s Book of Demons“ si pone pertanto in continuità con una strategia dell’occulto e del satanico che nel nostro tempo è già presente, vivacemente e “simpaticamente” operante!

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