Il Movimento Cristiano Lavoratori studia sull’enciclica del Papa

vescoviL’ultima enciclica di Papa Francesco, Laudato Si’, è diventata per il Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl) un convincente itinerario da percorrere e da riproporre nelle dinamiche socioculturali del nostro tempo, un prontuario di indicazioni che possono coniugare il Magistero sociale del Papa con l’attività quotidiana del Movimento Cristiano Lavoratori e i suoi servizi (assistenza fiscale e patronato). Nasce così l’idea di realizzare un documento, “Sulle orme di Francesco”, redatto proprio in questi giorni dal gruppo di lavoro Formazione.  Un contributo redazionale di grande attualità che è stato anticipato dall’agenzia Zenit.

Tra le riflessioni iniziali proposte nell’enciclica, Papa Francesco sottolineava l’urgenza di «proteggere la nostra casa comune» che «comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale». Il Mcl ritiene l’appello del Papa condivisibile da tutti, a prescindere dal credo religioso di appartenenza; esso – si legge nel documento – «è una forma di dialogo e viene accolto nello spirito che ha guidato l’apertura agli altri popoli e l’impegno profuso nella cooperazione internazionale e nel dialogo sociale a livello internazionale, culminato in particolare con le azioni di pace condotte a Sarajevo e con l’impegno quotidiano profuso dai nostri operatori in Moldovia».

Tra le pagine del documento, “Sulle orme di Francesco”, è maggiormente evidenziata la riflessione economica dell’enciclica di Papa Bergoglio; l’idea di una decrescita responsabile e nuovi modelli di sviluppo cui «il Mcl aderisce convintamente, nella consapevolezza che l’insegnamento di papa Francesco è in piena continuità con il Magistero di Ratzinger, che predicava la sobrietà come riconciliazione con il Creato e restituzione sociale». Valorizzando e favorendo l’idea di una decrescita responsabile, il Mcl auspica, anche, una redistribuzione delle risorse tra i Paesi e all’interno dei Paesi, «attraverso politiche sociali che facciano cardine sulla partecipazione dei corpi intermedi, che consideriamo la vera garanzia di costruire un sistema veramente democratico e partecipativo e quindi intrinsecamente equo».

La nota del gruppo di lavoro sottolinea e invita ad adottare, inoltre, gli spunti antropologico- cristiani presentati da Papa Francesco nella Laudato Si’, che permettano di comprendere i motivi per cui non è possibile accettare la cultura dello scarto. «Non dobbiamo avere paura – recita il documento anticipato da Zenit – di varcare la soglia della speranza, diceva Giovanni Paolo II, anche quando è faticoso. Papa Francesco se ne rende ben conto e infatti ci ricorda le parole di Romano Guardini, laddove spiega che l’essere umano accetta gli oggetti ordinari e le forme consuete della vita così come gli sono imposte dai piani razionali e dalle macchine normalizzate e, nel complesso, lo fa con l’impressione che tutto questo sia ragionevole e giusto. Liberarsi degli attuali paradigmi di pensiero socioeconomico che non pongono l’uomo e il lavoro al centro dello sviluppo comporta un percorso sapienziale e un grande sforzo formativo che ci condurrà a riscoprire il fondamento religioso del bene comune, come indica papa Francesco».

Tra gli obiettivi del Mcl – lo ricordiamo, un Movimento di lavoratori cristiani impegnati nella promozione dei valori cristiani e degli orientamenti del Magistero della Chiesa nella vita, nella cultura, negli ordinamenti e nella legislazione – vi è anche il desiderio di ricentrare l’economia sul primato della persona umana e del lavoro «come “relazione” tra esseri umani e momento di spiritualità cristiana»; un percorso questo già messo a tema durante il XII congresso del Mcl e adesso rintracciato nel testo dell’enciclica di Papa Francesco.

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Scritto per Vatican Insider

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