Un San Valentino particolare!

sposiCercare di comprendere le motivazioni e le ragioni che tengono unite due persone innamorate non dovrebbe essere un’idea così tanto assurda! Magari in un simpatico ristorantino, a lume di candela, con una bella composizione di fiori posata al centro della tavola, lui e lei insieme, l’uno di fronte all’altro, nel giorno di San Valentino, entrambi rapiti dal reciproco desiderio d’essere amati per sempre!

Ad un tratto però le luci della sala si spengono improvvisamente e una sola grande luce illumina i volti dei due innamorati, un cameriere li raggiungere e con distinta eleganza porge ad entrambi un biglietto su cui vi è scritto: “Nessuna creatura umana è in grado di saziare il cuore di un altro!”.

Chissà come andrebbe a finire questa cena!!! Amiamo però pensare che nel giorno di San Valentino tanti innamorati saranno capaci di dedicare un po’ del loro tempo al mistero del proprio cuore.

Mi sembra interessante la riflessione del teologo carmelitano P. Antonio Maria Sicari, che a tal proposito riferisce: “Spesso noi pensiamo che – tra due persone che si sono unite per amore – i drammi comincino con le incomprensioni, poi con il progressivo raffreddarsi dei sentimenti, poi con l’infliggersi reciprocamente piccole crudeltà e piccole ferite, poi con l’indifferenza sempre più manifesta e tendano, infine, a concludersi con i tradimenti e le separazioni, e qualche volta perfino col rancore e l’odio. Questi drammi – quando accadono (e non sempre la colpa è di ambedue allo stesso modo) – sono soltanto quelli provocati dal peccato che abbiamo dentro, dall’egoismo che abbiamo via via coltivato e dalla meschinità in cui abbiamo lasciato affogare l’amore. Ma c’è un altro dramma più profondo, più vero, più degno (tanto più degno quanto più i due si amano davvero) che consiste nel percepire – non senza sofferenza – che nessuna creatura riesce mai a colmare e a saziare il nostro cuore. Questa esperienza non è motivata da colpe o mancanze e non sminuisce l’amore per l’altro/a, ma rivela ai due amanti la loro reciproca intima «infinità»”.

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