Danger!

dangerNel riordinare alcuni appunti, rintraccio un intervento di Giovanni Paolo II; un testo che si legge con interesse e attenzione, ma che risulta “pericolosissimo” per la propria incolumità spirituale!!! Si ha, infatti, quasi l’impressione di percorrere un campo minato! Da un momento all’altro, una di quelle mine può esploderti addosso, e bisogna stare attenti a dove mettere i piedi! Conflitti, litigi, orgoglio, testardaggine, ostinazione, rancore, offese… tra marito e moglie, genitori e figli, fratelli e sorelle. Ma ancora più esplosiva è la riflessione di Giovanni Paolo II che a tutto questo contrappone la parola perdono, perseveranza, riconciliazione, comprensione confessione, pace interiore!
Niente di più drammaticamente vero nelle nostre vite!

“Un matrimonio che sia entrato in crisi; un matrimonio che dal punto di vista umano è prossimo alla rovina; un matrimonio appesantito dal vicendevole estraniarsi dei partner può essere salvato dai coniugi solo a condizione che essi sappiano perdonarsi a vicenda e operino con perseveranza verso una riconciliazione. Quanto è valido per il rapporto tra i coniugi, vale anche per il rapporto dei genitori con i figli e dei figli con i genitori. Quando in una famiglia nascono conflitti tra giovani e anziani, tra padre o madre e figlio o figlia, questi devono essere risolti nella vicendevole comprensione e nel vicendevole perdono. Ragazzi e adolescenti, padri e madri, non siate mai troppo orgogliosi o troppo testardi, tanto da non essere in grado di tendervi la mano per la riconciliazione, quando ha avuto luogo una discussione! Non siate ostinati e non portate rancore quando si tratta di risolvere una lite! È però parte essenziale di tutto ciò la riconciliazione con Dio mediante una buona confessione personale, dato che ogni offesa recata al nostro prossimo è anche un’offesa recata a Dio, di cui siamo tutti creature amate. Quindi, non escludete Dio nella riconciliazione tra gli uomini e afferrate quel mezzo di salvezza che si chiama confessione e che dona la pace interiore, che solo il Signore può dare!” (Giovanni Paolo II, Liechtenstein, settembre 1985).

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