La speranza non muore!

auschwitzDedicato a Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia, che nel suo libro dichiara: “Dopo Auschwitz, il cancro è la prova che Dio non esiste”.

Credo nel sole, anche quando non splende; credo nell’amore, anche quando non lo sento; credo in Dio anche quando tace” (Anonimo). Questa frase è stata scritta sulla parete di una cantina di Colonia, dove alcuni ebrei trovarono rifugio per tutta la durata della guerra. La si potrebbe considerare una professione di fede che mette a tema la speranza, nel momento in cui l’uomo è aggredito dal dolore e dalla sopraffazione.

Il progetto nazista e antisemita del Führer tendeva ad annullare l’uomo e la sua speranza. Anna Frank annotava nel suo Diario: “Ecco la difficoltà in questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già siamo colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. E’ un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili”.

La speranza, ecco – caro Prof. Veronesi – quello che forse abbiamo davvero perduto di vista!

Nessuno viva un giorno solo col suo fuoco spento,
ognuno scelga la sua parte di combattimento ogni giorno,
ognuno renda la sua testimonianza che Cristo è vivo,
che il povero è vittorioso,
che ogni uomo è libero!
(David Maria Turoldo – La speranza non muore)

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