“Si chiedeva come stessero le cose con quel segreto di Fatima”

Papa_agcaTutto ciò è stata una testimonianza della grazia divina. […] Agca sapeva come sparare, e sparò certamente per colpire. Soltanto, fu come se qualcuno avesse guidato e deviato quel proiettile. […] Praticamente ero ormai dall’ altra parte”. Con queste parole, tratte dal libro “Memoria e identità” (Rizzoli, 2005), Giovanni Paolo II ricordò il misterioso legame tra l’attentato subìto in Piazza San Pietro, il 13 maggio del 1981, e il terzo segreto di Fatima, di cui si è detto e scritto tanto.

Giovanni Paolo II, nel testo prima citato, descrive anche la visita in prigione al suo attentatore, durante il tempo di Natale del 1983. “Alì Agca, come tutti dicono, – ricorda Papa Wojtyla – è un assassino professionista. Questo vuol dire che l’attentato non fu un’iniziativa sua, che fu qualcun altro a idearlo, che qualcun altro l’aveva a lui commissionato. Durante tutto il colloquio apparve chiaro che Alì Agca continuava a domandarsi come mai l’attentato non gli era riuscito. Aveva fatto tutto ciò che si doveva, curando ogni minimo dettaglio. E tuttavia la vittima designata era sfuggita alla morte. Come poteva essere accaduto questo? La cosa interessante è che quell’inquietudine lo aveva portato al problema religioso. Si chiedeva come stessero le cose con quel segreto di Fatima, in che cosa consistesse tale segreto. Fu il punto principale del suo interesse; prima di tutto voleva sapere questo. Forse, attraverso quelle domande insistenti, egli manifestava di aver percepito la cosa veramente importante. Probabilmente Alì Agca aveva intuito che al di sopra del suo potere, al di là del potere di sparare e di uccidere, vi era una potenza più alta. E allora aveva cominciato a cercarla. Il mio augurio è che l’abbia trovata”.

A trentatre anni di distanza dall’attentato, non sappiamo se Alì Agca ha trovato quella “potenza più alta” a cui faceva riferimento il Papa Santo, e non sappiamo nemmeno se con l’episodio accaduto a Wojtyla possiamo ritenere completamente realizzato il contenuto del terzo segreto che la Vergine di Fatima consegnò ai tre pastorinhos (Francesco, Giacinta e Lucia).

Papa Benedetto XVI, durante il viaggio apostolico in Portogallo (maggio 2010), disse nel corso della sua omelia: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa. Qui rivive quel disegno di Dio che interpella l’umanità sin dai suoi primordi: «Dov’è Abele, tuo fratello? […] La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!» (Gen 4, 9)”.

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