“Slotmob” contro il gioco d’azzardo

slotNel tentativo di estirpare la piaga del gioco d’azzardo oltre 150 associazioni hanno aderito in questi giorni all’iniziativa di “Slotmob”, una campagna nazionale di sensibilizzazione contro l’uso delle slot machine nei bar, iniziata a Biella lo scorso settembre, per dare sostegno – dichiara Carlo Cefaloni, il portavoce dell’iniziativa – “a quegli esercenti, che fanno un’attività esplicita di contestazione all’invasione dell’azzardo nei loro locali e nelle città e che quindi compiono una scelta alternativa, andando chiaramente a perdere quella quota di vantaggio economico, che significa almeno 400 euro a macchinetta” (Radio Vaticana).

I dati che in questi ultimi anni sono stati raccolti dimostrano quanto il fenomeno del gioco d’azzardo sia diventato un problema reale. Si parla di un vertiginoso giro d’affari (quasi 100 miliardi di euro investi nel gioco in un solo anno) esteso in tutte le regioni italiane, dalla grande città al piccolo centro urbano, che manda in rovine tantissime famiglie. Recentemente 400 comuni italiani hanno promosso una raccolta firme (81 mila adesioni consegnate presso la Camera dei deputati) per la regolamentazione del gioco d’azzardo. Anche Papa Francesco, lo scorso anno, si era soffermato su questo problema: “In mezzo a tanti dolori, – affermava il Pontefice – a tanti problemi che ci sono qui, a Roma, c’è gente che vive senza speranza. Ciascuno di noi può pensare, in silenzio, alle persone che vivono senza speranza, e sono immerse in una profonda tristezza da cui cercano di uscire credendo di trovare la felicità nell’alcol, nella droga, nel gioco d’azzardo, nel potere del denaro, nella sessualità senza regole … Ma si ritrovano ancora più delusi e talvolta sfogano la loro rabbia verso la vita con comportamenti violenti e indegni dell’uomo. Quante persone tristi, quante persone tristi, senza speranza!”.

La ludopatia – l’incapacità cioè di saper resistere agli impulsi del gioco, a trascurare il lavoro o lo studio, o persino a commettere dei furti pur di raccogliere il denaro necessario per giocare – è una delle patologie più diffuse. “È una condizione molto seria – avverte il Ministero della Salute – che può arrivare a distruggere la vita”. E’ anche vero che – secondo quanto recita il l’articolo 7 del DDL 13/9/2012 – non basta raccomandare ai gestori di sale da gioco, scommesse su eventi sportivi ecc.  di esporre, all’ingresso e all’interno dei loro locali, il materiale informativo che avverte sui rischi correlati al gioco. Il gioco d’azzardo – ne è convinto il card. Bagnasco, Presidente della Cei – è “una nuova droga da cui bisogna guardarsi con grande determinazione e consapevolezza, a tutti i livelli perché intervengano su questa piaga che corrompe il modo di pensare e quindi i costumi”.

Anche tra gli anziani il fenomeno tende a crescere. La perdita del ruolo sociale e l’isolamento sono spesso i fattori principali che portano gli over 60 a trascorrere intere giornate tra una scommessa e l’altra. Una recente indagine – condotta da Gruppo Abele, Auser Nazionale e in collaborazione con Libera – ne ha rivelato i rischi. Secondo le risposte ottenute il 56,6% dei giocatori rispondenti è risultato «non problematico»: si tratta di persone che giocano d’azzardo, ma con abitudini che al momento non comportano loro problemi economici, relazionali, legali o di salute. Il 14,4% è risultato «a rischio» ovvero con presenza di elementi problematici che potrebbero nel tempo evolvere in situazioni più gravi. Per il 16,4%, invece, il gioco d’azzardo sembra già rappresentare un problema di gravità medio/elevata e che richiederebbe un intervento specialistico.

Molto preoccupante, invece, l’idea futuristica di alcune organizzazioni che vorrebbero lanciare sul mercato una serie di applicazioni per smartphone e tablet e che metterebbe a rischio soprattutto i più giovani. Direbbe lo scrittore siciliano Gesualdo Bufalino: “Fascino binario del gioco, fra il piacere del vincere e l’estasi del perdere, sfogo d’aggressione amorosa e pulsione infrenabile di morte”.

Scritto per Korazym.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *