“Nessuno m’invocherà invano”

giardinivaticaniLa veglia di preghiera del 7 settembre, indetta da Papa Francesco per la pace in Siria e nel resto del mondo, ha portato i suoi frutti. Il rischio di un imminente conflitto mondiale, infatti, almeno per adesso, sembra essere scongiurato, e così il Pontefice – il giorno dopo quel memorabile raduno di fedeli, chiamati dal Successore di Pietro al digiuno e alla preghiera – si concede una passeggiata nei giardini vaticani. E’ domenica 8 settembre, liturgicamente il giorno dedicato alla Natività di Maria, e durante la passeggiata un giardiniere si avvicina al Pontefice per donargli una “rosa bianca” appena raccolta. Niente di straordinario in questo gesto di delicata attenzione e cortesia nei confronti del Papa che, però, di fronte a quell’inaspettato dono rimane visibilmente sorpreso!

Per comprendere lo stupore di Papa Francesco bisogna rileggere quanto raccontato nel libro “Papa Francesco”, Conversazione con Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti. Jorge Mario Bergoglio, ancora Arcivescovo di Buenos Aires, utilizzava (come descritto nel libro) un ufficio molto piccolo e una modesta e ordinatissima scrivania, dove era possibile osservare alcune fotografie della sua attività pastorale. Anche la camera da letto si presentava estremamente austera: un letto di legno, un Crocifisso appartenuto ai suoi nonni, Rosa e Juan, e una piccola stufa elettrica. Di fronte alla camera da letto vi era poi un piedistallo con una immagine del Cristo seduto, il “Cristo della pazienza”, virtù molto cara a Bergoglio. Nell’abitazione dell’Arcivescovo latinoamericano vi era anche una biblioteca, dove su uno degli scaffali era posato un vaso pieno di rose bianche davanti ad una immagine di santa Teresa di Gesù Bambino: “Quando ho un problema – spiegava a Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti – chiedo alla santa, non di risolverlo, ma di prenderlo in mano e aiutarmi ad accettarlo, e come segnale ricevo quasi sempre una rosa bianca”. Una devozione, quella di Bergoglio nei riguardi della giovane carmelitana di Lisieux, testimoniata anche da un altro episodio. Quando si recava, infatti, a Roma per gli impegni legati al suo ministero, era solito fermarsi nella piccola Chiesa di Santa Maria Annunziata in Borgo – un oratorio di Roma sito sul lungotevere Vaticano, a pochi passi dalla Basilica di S. Pietro – per pregare, con grande raccoglimento e devozione, davanti alla statua di S. Teresa, e poi andava via.

La particolare devozione riservata alla giovane Thérèse Martin, Jorge Mario Bergoglio l’ha portata con sé anche da pontefice. Lo ha rivelato lo Stesso nell’aereo che dal Brasile lo ha riportato a Roma, in occasione della Gmg, svelando il contenuto della sua borsa nera: “C’è il rasoio, c’è il breviario, c’è l’agenda, c’è un libro da leggere – ne ho portato uno su santa Teresina di cui io sono devoto”. E’ anche noto, inoltre, che, per esplicita volontà di Papa Francesco, il libretto per la veglia di preghiera utilizzato la sera del 7 settembre a Roma riportava alcune citazioni di Teresa di Lisieux. I Misteri del Rosario, erano preceduti, infatti, dalle parole della giovane Santa carmelitana, Dottore della Chiesa e patrona delle missioni.

La rosa bianca che Papa Francesco ha ricevuto dal suo giardiniere ha dunque un valore particolare, forse un segno che si discosta da ipotetiche superstizioni o mere coincidenze. Teresa stessa, del resto, lo aveva promesso: “Dopo la mia morte farò cadere una pioggia di rose. Nessuno m’invocherà invano. Lavorerò fino alla fine del mondo per i miei fratelli che sono sulla terra”.

Scritto per Korazym.org

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