Il fumetto su Nelson Mandela

mandela“Voglio che i bambini conoscano la storia del nostro paese, per imparare il mio messaggio di pace e riconciliazione”. Con queste parole Nelson Mandela – uno dei simboli principali dei diritti umani, il “combattente per la libertà” – ha annunciato la biografia a fumetti, dedicata alla sua straordinaria missione di pace, che nel giorno del suo 94° compleanno viene presentata in Europa. La storia di “Madiba” (così come viene affettuosamente chiamato), premio Nobel per la pace e primo presidente del Sudafrica democratico, era stata pubblicata nel 2007 in Sudafrica; adesso è la casa editrice spagnola “Escalera” ad occuparsi del nuovo progetto editoriale (una serie di fumetti a colori, nove puntate, oltre un milione di copie stampate, che verrà distribuito nelle scuole e con i giornali più popolari del Sudafrica per poi essere venduto in tutto il mondo).

“Volevamo rendere omaggio a questa icona della politica e dei diritti umani – ha dichiarato il fondatore di “Escalera” – ma anche far conoscere ai giovani spagnoli la vita del leader sudafricano e la storia della sua lotta contro l’apartheid”.
Nelson Rolihlahla Mandela, nato il 18 luglio 1918 a Qunu, in Sudafrica, figlio di un capo tribù ha dedicato 67 anni della sua vita (di cui 27 trascorsi in prigionia) alla lotta contro l’apartheid, la povertà e l’ineguaglianza. Conseguita la laurea in Giurisprudenza lottò per abolire la politica dell’apartheid. “Ho lottato – ha più volte ricordato Mandela a cui non furono risparmiati processi e prigionie – contro il dominio bianco e contro il dominio nero. Ho coltivato l’ideale di una società democratica e libera nella quale tutti potessero vivere uniti in armonia e con pari opportunità. È un ideale per il quale spero di poter vivere e che spero di ottenere. Ma se necessario, è un ideale per il quale sono pronto a morire”.

Il libro di 208 pagine, si legge sul sito della casa editrice spagnola, “raccoglie per la prima volta sotto forma di racconto grafico la lunga marcia di Mandela fino alla libertà della popolazione nera, indiana e meticcia in un paese dominato per decenni dalla minoranza bianca attraverso il regime dell’apartheid. E’ una storia capace di tirare fuori il meglio di ogni lettore, di dare un messaggio di speranza alle giovani e meno giovani generazioni di cittadini desiderosi di un mondo più sano. Il bene di esportazione di maggiore valore del Sudafrica non sono i diamanti, l’oro o il platino ma l’eredità di Mandela che hai tra le tue mani”.

Storica la stretta di mano tra Giovanni Paolo II e Nelson Mandela durante la visita del Papa in Sudafrica nel settembre 1995. In quella occasione Giovanni Paolo II disse: “Desidero rendere omaggio a lei, Signor Presidente, che, dopo essere stato un «testimone» silenzioso e partecipe dell’anelito del suo popolo alla vera liberazione, ora si è assunto la responsabilità d’ispirare e di sfidare ognuno a riuscire nel compito di riconciliazione e di ricostruzione nazionali”. “Noi tutti dobbiamo – proseguì il Pontefice – essere grati a lei e all’ex Presidente F. W. de Klerk, che nel 1993 avete ricevuto insieme il Premio Nobel per la Pace, per la saggezza e il coraggio con i quali avete agito. Nelle nostre preghiere desideriamo affidare a Dio tutti coloro che hanno operato e sofferto e continuano a lottare perché venga quel giorno in cui la dignità di tutti sarà interamente riconosciuta, rispettata e tutelata in questa terra e in tutto questo Continente”. “Che Dio – concluse Woytjla – sostenga lei, Presidente Mandela, i Vice-Presidenti, i membri del suo Governo, e tutti i suoi concittadini, nel grande compito che dovete svolgere! Faccio mia la preghiera del Salmo: «Il Signore darà forza al suo popolo!, benedirà il suo popolo con la pace» (Sal 29, 11)”.

(Scritto per Korazym.org)

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