Il coraggio della fede

epifaniaDi fronte al mistero dell’Incarnazione di Cristo – afferma Papa Ratzinger nella splendida omelia del 6 gennaio – “qual è la ragione per cui alcuni vedono e trovano e altri no? Che cosa apre gli occhi e il cuore? Che cosa manca a coloro che restano indifferenti, a coloro che indicano la strada ma non si muovono? Possiamo rispondere: la troppa sicurezza in se stessi, la pretesa di conoscere perfettamente la realtà, la presunzione di avere già formulato un giudizio definitivo sulle cose rendono chiusi ed insensibili i loro cuori alla novità di Dio. Sono sicuri dell’idea che si sono fatti del mondo e non si lasciano più sconvolgere nell’intimo dall’avventura di un Dio che li vuole incontrare. Ripongono la loro fiducia più in se stessi che in Lui e non ritengono possibile che Dio sia tanto grande da potersi fare piccolo, da potersi davvero avvicinare a noi”.
 
E’ un interrogativo fondamentale per la vita di ogni uomo; esso mette in discussione tutte le nostre apparenti certezze e (se ne accettiamo la riflessione) ci invita a trovare una risposta.
Di fronte al mistero così grande dell’esistenza di Dio non ci si può accontentare di semplici convinzioni sentimentali, attraverso periodiche e vacue spruzzatine di spiritualità!!!

C’è una verità di fede “sostanziosa” (E il Verbo si fece carne…) che bisogna imparare a riconoscere, coraggiosamente, nella persona di Cristo. “Manca – ricorda ancora Benedetto XVI – la capacità evangelica di essere bambini nel cuore, di stupirsi, e di uscire da sé per incamminarsi sulla strada che indica la stella, la strada di Dio”.
 
Ci vuole davvero coraggio (quello che scaturisce dalla fede) a ritenere quel Bambino il Figlio di Dio!

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