Arcivescovo di Palermo: “La storia si scrive dal basso, a partire dai piccoli”

Foto di Guglielmo Francavilla
Foto di Guglielmo Francavilla

L’evento del Natale non è una mera ed emotiva commemorazione rituale, «non possiamo indossare le vesti degli spettatori, come fossimo a teatro, ma dobbiamo lasciarci trascinare e coinvolgere – cuore e mente – anche noi dentro questa azione, in questo mutamento di tutte le cose, siamo chiamati a essere protagonisti anche noi sulla concreta scena della vita». Sono queste le parole che mons. Corrado Lorefice, lascia risuonare nel maestoso duomo arabo-normanno di Palermo, nel corso della sua prima omelia natalizia da arcivescovo.

La Famiglia di Nazareth – «mentre gli imperatori emanano decreti dai palazzi imperiali e i governatori fanno eseguire gli ordini, come accade sempre nei circuiti del potere di questo mondo» – accoglie il mistero di Dio dentro le vicende della propria umanità e persino del proprio corpo; Dio – precisa l’Arcivescovo – «non agisce secondo le convinzioni e le visuali umane, e non segue le vie che gli uomini gli vogliono stabilire», Egli si muove «al di là di ogni comprensione, al di là di ogni prova, libera e sovrana». Dio – come ci viene ricordato tra le pagine della Sacra Scrittura – sceglie sempre i più piccoli per realizzare il suo progetto. Lorefice descrive una regalità che proviene dal basso e che – proprio per la sua imprevedibilità – rende grande tutto ciò che agli occhi del mondo risulta insignificante.

L’Arcivescovo di Palermo, inoltre, chiarisce la posizione del cristiano rispetto ad alcune dinamiche del mondo fin troppo note. Dio – ricorda – «non ama frequentare i palazzi e le corti, non parla nei consessi dei governatori, ma nelle regioni periferiche, nelle radure dove si accampano gli umili pastori e braccianti; Dio non emana decreti dalle capitali del potere politico e religioso, ma annunzia liete notizie; non schiaccia chi è curvato dalla vita con un ordine, ma avvolge di luce con la sua parola di salvezza e di pace quanti non hanno sicurezze umane; Dio non confonde con l’eloquio delle parole, ama indica una via».
Dio ama ciò che è piccolo, e questo rappresenta il miracolo dei miracoli; si tratta di un ordine nuovo di tutte le cose, di un rovesciamento totale, di un inedito sbilanciamento; «La storia si scrive dal basso, a partire dai piccoli, dai poveri, dai profughi, a partire dalle vittime».

Ed è proprio tra i poveri e i profughi che l’arcivescovo di Palermo decide di iniziare il momento del Natale. Prima di celebrare la Veglia in Cattedrale, infatti, mons. Lorefice ha aperto la quarta porta santa, presso la Missione Speranza e carità, fondata dal missionario laico Biagio Conte. Un luogo molto noto tra i palermitani, dove chiunque vive una condizione di povertà, disagio ed emarginazione può trovare riparo. All’interno di un edificio ancora in costruzione, senza il pavimento e un altare definitivo, la Chiesa – sottolinea Lorefice durante l’omelia – ci accoglie e ci fa stare insieme, e come tale deve diventare la nostra casa, ogni nostra strada, deve incontrare gli altri uomini. Anche se ancora incompiuta, è una Chiesa che desidera abbracciarci e ospitarci ugualmente. Anche se incompiuta nel suo interno, questa Chiesa apre le porte della misericordia. A noi il compito di aprire il nostro cuore.

Scritto per Korazym.org

One thought on “Arcivescovo di Palermo: “La storia si scrive dal basso, a partire dai piccoli”

  1. Non può non essere così… da Città per l’Uomo ad Ultimi è stato sempre un impegno che mi ha sempre visto impegnato per i Senza Voce, per i più piccoli, per i meno abbienti, per coloro che non avevano raccomandazione per far valere i propri diritti! Sono stato sempre impegnato per GLI ULTIMI ! Quelli che Gesù ha sempre indicato come coloro cui è necessario prestare attenzione con la nostra azione perché siano accompagnati in un progetto non solo di promozione umana-economica e socio-culturale… ma anche – da LAICI esercitare, per loro in particolare, – le nostre missione REGALE – SACERDOTALE e PROFETICA !

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