Sinodo: il Papa ricorda il “sogno di Dio”

logo_papafrancescoLa III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi si è aperta ufficialmente ieri con la concelebrazione, presieduta da Papa Francesco, nella Basilica di San Pietro. Il Pontefice, durante la sua omelia, parla del “sogno” di Dio, quello di contemplare la realizzazione del suo popolo; “Egli lo ha piantato e lo coltiva – precisa il Papa – con amore paziente e fedele, perché diventi un popolo santo, un popolo che porti tanti buoni frutti di giustizia”. La vigna, però, tanto amata e curata, – come sottolineano le letture della Messa commentate dal Papa – «ha prodotto acini acerbi» (Is 5, 2.4), mentre Dio «si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi» (v. 7). Nella parabola dei vignaioli omicidi (Mt 21, 33-43), invece, sono i contadini a rovinare il progetto del Signore, perché curvati verso i loro interessi.

“Gesù, con la sua parabola, – afferma il Papa – si rivolge ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo, cioè ai «saggi», alla classe dirigente. Ad essi in modo particolare Dio ha affidato il suo «sogno», cioè il suo popolo, perché lo coltivino, ne abbiano cura, lo custodiscano dagli animali selvatici”. Ma il Pontefice ricorda che la vigna del Signore va coltivata con libertà, creatività e operosità; non ci si può impadronire della vigna e fare ciò che si vuole, battendo la strada della cupidigia e della superbia, caricando sulle spalle della gente pesi insopportabili.

Poi a proposito del Sinodo, Papa Francesco dice:

Anche noi, nel Sinodo dei Vescovi, siamo chiamati a lavorare per la vigna del Signore. Le Assemblee sinodali non servono per discutere idee belle e originali, o per vedere chi è più intelligente… Servono per coltivare e custodire meglio la vigna del Signore, per cooperare al suo sogno, al suo progetto d’amore sul suo popolo. In questo caso, il Signore ci chiede di prenderci cura della famiglia, che fin dalle origini è parte integrante del suo disegno d’amore per l’umanità”.

Con giusta onestà Papa Francesco ricorda che “siamo tutti peccatori e anche per noi ci può essere la tentazione di «impadronirci» della vigna, a causa della cupidigia che non manca mai in noi esseri umani. Il sogno di Dio si scontra sempre con l’ipocrisia di alcuni suoi servitori. Noi possiamo «frustrare» il sogno di Dio se non ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo. Lo Spirito ci dona la saggezza che va oltre la scienza, per lavorare generosamente con vera libertà e umile creatività”.

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