Riconciliare: una parola chiave al Congresso Eucaristico di Dublino

“Ristabilire la comunione attraverso la giustizia e la riconciliazione”, è il tema della quinta giornata del Congresso Eucaristico Internazionale che celebra a Dublino la sua cinquantesima edizione. Il peso degli errori commessi nel passato da alcuni uomini di Chiesa è per gli irlandesi un doloroso ricordo, una ferita che stenta a rimarginarsi per i crimini commessi contro l’innocenza e la purezza dei più piccoli. Ne è pienamente consapevole il card. Seán Brady, vescovo di Armagh e primate d’Irlanda, che ritorna a parlare degli scandali che hanno turbato la Chiesa irlandese “per chiedere scusa – afferma il Porporato – per le volte in cui alcuni di noi sono stati ciechi nei confronti della vostra paura, sordi alle vostre grida e silenziosi nel rispondere al vostro dolore”.

Il Congresso Eucaristico Internazionale – già nel corso della celebrazione inaugurale – aveva voluto porre simbolicamente la “prima pietra” per ricostruire il tessuto ecclesiale irlandese, perché si potesse ritornare a guardare senza vergogna e con fiducia il volto dei sacerdoti e dei loro (e nostri) vescovi. All’ingresso della Royal Dublin Society – luogo di incontro per le Assemblee congressuali che si svolgono a Dublino – venne così collocata la “Healing stone” (letteralmente “pietra di guarigione”), una lapide in granito per ricordare le vittime degli abusi sessuali, su cui è stata incisa una preghiera composta da una persona che ha subito abusi. Riferendosi proprio a quella pietra commemorativa il card. Brady ha affermato che “ci servirà a ricordare i bambini e giovani che sono stati danneggiati da una Chiesa che prima ha tradito la loro fiducia e poi ha fallito nel rispondere adeguatamente alla loro sofferenza. Possa Dio perdonarci per le volte in cui sia come individui sia come Chiesa abbiamo fallito nel prenderci cura di questi piccoli che erano impauriti, soli e sofferenti perché qualcuno aveva fatto loro violenza”.
“Non sempre – prosegue il Primate d’Irlanda – abbiamo risposto alle vostre grida con la preoccupazione del Buon Pastore”, e tutto ciò – ammette – “è motivo di vergogna”. “Questa pietra – conclude mons. Brady – diventi il simbolo di una Chiesa che ha imparato dai propri errori del passato e che cerca di diventare un modello di cura e benessere dei bambini”.

Il rinnovamento della Chiesa irlandese, dichiara l’Arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, – pur non dimenticando i peccati commessi in passato – dipenderà dalla formazione catechetica dei giovani e dal riorientamento dei cattolici al centro eucaristico della loro fede. “Penso – afferma mons. Martin ai microfoni di Zenit – che l’entusiasmo sia la prima cosa. La gente sente di far parte di qualcosa. Penso che sia importante per la Chiesa irlandese perché abbiamo attraversato un periodo di difficoltà, e, naturalmente, la Chiesa irlandese è un po’ stanca e ha bisogno di un po’ di autostima. (…) Siamo tutti confrontati con le stesse sfide della secolarizzazione della società e c’è molto che possiamo fare lavorando insieme”.

“Il primo passo che dobbiamo fare è rallegrarci!”. Lo ha dichiarato il Presidente del Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace, il card. Peter Turkson, durante la liturgia della Riconciliazione. “San Paolo – ha spiegato il cardinale – sapeva gioire anche nelle situazioni più difficili a causa della sua ferma convinzione della presenza del Signore”. E’ necessario – prosegue Turkson – “esaminare la nostra vita personale: quali sono i nostri difetti, errori, peccati e debolezze? Quali sono gli atteggiamenti, abitudini o tendenze che feriscono la nostra Chiesa, compromettono la nostra credibilità e ci fanno cadere in basso?”. Bisogna – esorta il Presule – avere la “stessa mente e atteggiamento di Gesù”; tutti dovrebbero “essere in grado di riconoscere in noi un discepolo di Gesù perché facciamo le cose nel modo in cui Gesù opera”, “vediamo le cose come Lui le vede”, “sentiamo come Lui sente e, forse cosa più difficile di tutte, perdoniamo come Lui perdona”. Nella consapevolezza che “solo attraverso il nostro Signore Gesù Cristo abbiamo la grazia di cercare perdono e di perdonare gli altri”.

Migliaia di persone, infine, hanno concluso la giornata partecipando alla processione eucaristica intorno all’Arena Royal Dublin Society.
“La perdita – sottolinea Padre Robert Mann, sacerdote di una parrocchia di Dublino – del senso del sacro, che sta attraversando la nostra società, può essere scossa da questo Congresso e da segni visibili come questa processione. Abbiamo bisogno di momenti simili, in cui camminiamo insieme e viviamo una fede comunitaria. Per troppo tempo abbiamo nascosto la nostra fede”. Molti i giovani che hanno preso parte alla processione, uno di essi, Christopher O’Dweyr, 19 anni, entusiasta del Congresso e della processione li ritiene “una grande espressione di fede, finalmente – dice – si vedono cristiani che non hanno vergogna di mostrare pubblicamente il loro credo”. Il Congresso Eucaristico Internazionale rappresenta una grande opportunità di rilancio ecclesiale per la Chiesa irlandese e per tutto il mondo. Cristo è il centro eucaristico della nostra fede, è da lì che bisogna – nonostante le infedeltà, le omissioni e le inadempienze di molti – ripartire e ricostruire!

(Scritto per Korazym.org)

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