Come una candela

candelaCome una candela ne accende un’altra e così si trovano migliaia di candele, così un cuore ne accende un altro e così si accendono migliaia di cuori” (Lev Tolstoj).
Consideriamolo pure un buon proposito, anzi un santo e nobile proposito, che uno dei più grandi scrittori russi (1828-1910)  ha lasciato tra le righe della propria esperienza di vita. Seminare un po’ d’amore attorno a noi è il primo e il più grande dei comandamenti annunciato da Cristo: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso» (Mt 22, 37-39).

Talvolta riteniamo che una piccola azione buona non produca alcun effetto nel mare magnum del nostro tempo, bisognoso com’è di cambiamenti urgenti e radicali! Una sorta di scoraggiamento che velatamente demanda agli altri il compito di fare un po’ di più. E’ una presa di posizione che ci pone però di fronte all’errore di omissione e all’indifferenza. Siamo fatti così! Decidiamo di muoverci se tutti iniziano a muoversi, altrimenti – diciamo – non serve a nulla!

Le parole di Tolstoj dicono altro. Un solo cuore può davvero accenderne un altro e a poco a poco illuminare altri cuori. Un’azione d’amore a catena che inizia a partire da uno solo di noi. Forse “dodici” apostoli risultavano pochi rispetto al mondo, eppure oggi non esiste angolo della terra dove il Cristianesimo non sia stato annunciato! Una notevole sproporzione, se volete, ma è la logica di Dio che sceglie di abbracciare il mondo lasciando che il suo amore proceda da una persona all’altra, come nel mistero della Trinità!

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