Il risveglio dei corvi in Vaticano!

corviSembravano ormai del tutto scomparsi quei “corvi” – astuti, impertinenti e mangiapapi – che solo pochi anni fa riuscirono a sottrarre dalla scrivania di Benedetto XVI – e subito dopo a pubblicare – alcuni importanti documenti. Le scelte del nuovo Pontefice (succeduto a Papa Ratzinger) – variegate e imprevedibili (persino per gli uomini della sua sicurezza) – contribuirono poi a bonificare il Colle vaticano dai fastidiosi volatili! Ma nella famiglia dei Corvidi, pare si annoverino 46 uccelli passeriformi diffusi quasi in tutto il mondo, e così – ritornando ai giorni nostri – a breve distanza dalla presentazione ufficiale della seconda lettera Enciclica di Papa Francesco, «Laudato sì», il testo dell’inedito documento viene pubblicato anticipatamente tra le pagine online dall’Espresso.
Il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, immediatamente, precisa che il testo italiano di una bozza dell’Enciclica del Papa pubblicata sul sito del settimanale l’Espresso “non è il testo finale”, e invita “a rispettare la correttezza giornalistica che richiede di attendere la pubblicazione ufficiale del testo finale”.

L’uscita della bozza – nel commento di Giacomo Galeazzi su “La Stampa”– viene attribuita in Curia agli ambienti conservatori con una duplice finalità: «Indebolire il messaggio dell’enciclica che in alcuni punti critica duramente le politiche ambientali di paesi economicamente egemoni, e attaccare la figura del Pontefice nel quadro delle resistenze alla sua opera di rinnovamento della Chiesa».

Certamente ci sono i presupposti per redigere, su questa vicenda, le pagine di un piccolo romanzo giallo estivo, cercando di capire i motivi che hanno favorito, in anticipo, la pubblicazione dell’Enciclica di Papa Francesco. Escludendo l’ipotesi di un lancio promozionale del documento magisteriale si potrebbe pensare ad un mero tentativo di fermare la corsa di Papa Francesco che – come un fiume in piena – negli ultimi mesi sta sottolineando con decisione i valori principali che riguardano la stabilità della famiglia e del sacramento del Matrimonio, l’importanza dei figli e l’unità della coppia, e, non ultimo e meno importante, il giudizio sul “gender” a proposito del quale il Pontefice si domanda «se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, e lo è per tutti, non solo per i credenti».

Tutte posizioni, queste, che qualcuno, forse, ha ingenuamente sottovalutato, ritenendo Papa Francesco una semplice e simpatica iconetta da ritagliare e conservare in archivio!

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