Una Sacra Famiglia da riscoprire

sacra_famigliaMentre un quieto silenzio avvolgeva ogni cosa e la notte giungeva a metà del suo corso (come ricorda la liturgia natalizia) la Parola di Dio, facendosi Carne, entrava nella storia dell’uomo per lasciarsi custodire dall’intimità di una famiglia umana. Lo scrittore inglese E. Morgan Forster in un suo romanzo affermava: «E’ la vita privata che porge lo specchio all’infinità: la relazione personale, e quella sola, che allude a una personalità al di là della nostra visione quotidiana».

A Nazareth, tra le pareti domestiche di quella particolare intimità familiare, il pensiero di Dio è un importantissimo e quotidiano richiamo, per se stessi e per gli altri. E’ il pensiero di Dio e il desiderio di servirlo che rende la vita della S. Famiglia un prototipo di santità e di bellezza. Gesù, custodito dall’affetto e dalle attenzioni di questi genitori, può rendersi conto di persona di cosa sia l’esperienza dell’amore umano. Un bambino – anche se questi è il Figlio di Dio – non sperimenta con indifferenza la realtà familiare in cui è nato, ma vi partecipa a pieno titolo, osservando e imparando un preciso stile di vita.

Scriveva a tal proposito la mistica svizzera A. von Speyr: «Il Figlio, quando impartirà in seguito il comandamento di amarsi l’uno con l’altro, ha già vissuto e conosciuto questo amore nel rapporto con la Madre dei suoi anni d’infanzia». Da buon credente Gesù onora il padre e la madre. Potremmo anche dire che Gesù (la seconda Persona della SS. Trinità) riconosce nella famiglia di Giuseppe il falegname un’esperienza comunionale, un’intensità di rapporti e un’indiscutibile adesione alla volontà di Dio a Lui (Cristo) nota. Tale esperienza è, infatti, come il riflesso della comunione tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, in quella immagine e somiglianza regalata all’uomo dal suo Creatore.

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