“Un uomo. 4 ottobre 1226”, poesie e immagini per raccontare San Francesco

La copertina del volume

Nel libro di Stefano Nava, edito dal Messaggero di Padova, “Un uomo. 4 ottobre 1226”, viene raccontata e illustrata la vita di Francesco d’Assisi. È un libro – rivela don Luigi Verdi nella prefazione – che «ci prende per mano e ci porta lontano, in un tempo che è anche il nostro. […] Che disegna Francesco con schizzi e poesia, che fa desiderare di assomigliare un poco, almeno un poco, a Francesco».
Il libro – per una precisa scelta editoriale – non segue i canoni della narrazione biografica. L’autore, infatti, ha pensato di percorrere un’altra strada, quella del dialogo e delle immagini che la vita del Poverello d’Assisi hanno suscitato nella sua esperienza di fede: «Alcuni episodi della tua esperienza terrena come fonte di domanda e provocazione: “Cosa dici tu a me, oggi? Come mi scuoti? Quali certezze fai crollare nel mio intimo?”. Dubbi, come passaggi stretti, per ripulire strati di pregiudizi appiccicati a Dio».

Sogni di fama e di vittoria, e gloriose imprese per giovani cavalieri; poi la conversione descritta in un abbraccio, per «continuare a camminare con qualcuno accanto. Condividere».

«Va’, ripara la mia casa…», e Nava osserva: «Non sono pareti esterne da ricostruire, ma mura interne da far crollare. Tu non chiedi restauro raffinato, ma un cuore smemorato: dimentico di prefissate convinzioni».

Le lettura è scorrevole e profuma di quelle antiche verità raccontate nei Vangeli, vissute e indossate da Francesco come gli abiti più preziosi della sua esistenza, con un desiderio di povertà inedito e travolgente: «Povero – scrive l’autore – come una tasca vuota, senza una briciola. Come tavolo antico dimenticato. Abbandonato. Come il mare d’inverno, senza barche, senza bimbi, palette e secchielli. Mare solo».

La pubblicazione del Messaggero di Padova è arricchita dalle pregevoli immagini che Stefano Nava disegna con analoga maestria e ricchezza spirituale. Particolarmente efficace è l’immagine di Francesco – inginocchiato nel bosco e curvato su se stesso – che l’autore disegna per descrivere il dialogo tra il Creatore e le sue creature: «La chiamano preghiera questa: ascoltare Dio e sentirsi come a casa di un amico. Per me è vero, ma c’è altro. Si può anche ascoltare un amico e sentirsi come a casa di Dio. Forse anche questa è preghiera. Non è facile: prima si deve camminare un po’ insieme, poi si entra nel suo bosco, ci si inginocchia e si fa casa, con l’amico appunto. Allora, solo allora, si approda nella sua terra. E lì si vuole restare».

Non sbaglia, don Luigi Verdi, quando nella prefazione descrive il contenuto del libro con queste parole: «Disegni e versi dialogano come fa il vento quando gioca tra le foglie, o come la barca che, scivolando sul mare, fa risuonare il colpo dei remi nell’acqua: e si evoca stupore, si lascia sognare».

Stefano Nava, di origini bergamasche, terminati gli studi universitari in Architettura si avvicina al mondo dell’illustrazione per ragazzi. Partecipa a diversi concorsi nazionali e internazionali tra cui la Rassegna internazionale “I colori del Sacro” (Museo diocesano di Padova). Le sue opere sono presenti in diversi spazi sacri: Chiesa di Palazzago (Bergamo), Chiesa di San Maurizio (Reggio Emilia), Fraternità di Romena (Arezzo). Ha ideato laboratori per adulti e bambini con una particolare attenzione ai racconti biblici. Vive e lavora a Reggio Emilia con la moglie Caterina e i figli Francesco e Filippo.

“Un uomo. 4 ottobre 1226” di Stefano Nava – Edizioni Messaggero Padova 2018, pp. 60

Scritto per Vatican Insider

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