Il logo del viaggio papale in Armenia: giallo e viola, i colori delle due Chiese

logo_viaggiopapa_armeniaIl 24 giugno papa Francesco – in occasione del suo 14° viaggio apostolico fuori dall’Italia – raggiungerà l’Armenia, per visitare (così recita il motto della visita) il primo paese cristiano. Fu grazie all’opera di san Gregorio Illuminatore – vescovo cristiano orientale, fondatore e santo patrono della Chiesa apostolica armena – infatti, che il cristianesimo si radicò nella terra degli armeni. Una vocazione cristiana – ha ricordato papa Francesco nel messaggio agli armeni del 2015 – assai antica e risalente al 301, «la prima tra le nazioni che nel corso dei secoli hanno abbracciato il Vangelo di Cristo. Quell’evento spirituale ha segnato in maniera indelebile il popolo armeno, la sua cultura e la sua storia, nelle quali il martirio occupa un posto preminente».

Per questa particolare occasione è stato realizzato un logo, un sigillo rotondo diviso a metà dai simboli colorati delle due chiese: viola per quella apostolica armena, gialla per la chiesa cattolica di Roma. Attorno alla corona bianca del logo vi è la scritta «Papa Francesco in Armenia, 24-26 giugno 2016. Visita al primo paese cristiano». Fanno da sfondo il monastero di Khor Virap e il monte Ararat, due importanti punti di riferimento per la cultura armena.

Nel luogo in cui sorge il monastero di Khor Virap, infatti – per volontà del sovrano Tiridate III d’Armenia – visse in prigionia per tredici anni san Gregorio Illuminatore. Secondo un’antica leggenda, conseguentemente alle persecuzioni dei primi missionari cristiani venuti in Armenia, Tiridate III venne colpito da una terribile malattia, ritenuta incurabile dai medici di corte. La sorella del Re, avvertita in sogno dei poteri taumaturgici di san Gregorio, convinse Tiridate III a chiedere aiuto al prigioniero. Attraverso questa guarigione – prosegue il racconto – il Re si convertì al cristianesimo, elevandolo a religione di Stato nel 301.

L’Ararat, è, invece, la montagna dove si sarebbe fermata l’Arca di Noè, al termine del diluvio universale raccontato nella Bibbia.

La Chiesa apostolica armena è tra le chiese più antiche (e tra le più martoriate) della cristianità e una delle prime comunità cristiane nel mondo, ed è guidata da un cathólicos che ha la sua sede a Echmiadzin, in Armenia. È presente in diversi paesi del mondo: Stati Uniti d’America, Francia, Russia, Libano, Siria, Canada, Iran, Italia e altri. «Il vostro popolo – ha ricordato papa Francesco – illuminato dalla luce di Cristo e con la sua grazia, ha superato tante prove e sofferenze, animato dalla speranza che deriva dalla Croce (cfr Rm 8,31-39). Come ebbe a dirvi san Giovanni Paolo II: “La vostra storia di sofferenza e di martirio è una perla preziosa, di cui va fiera la Chiesa universale. La fede in Cristo, redentore dell’uomo, vi ha infuso un coraggio ammirevole nel cammino, spesso tanto simile a quello della croce, sul quale avete avanzato con determinazione, nel proposito di conservare la vostra identità di popolo e di credenti”».

Scritto per Vatican Insider

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