Contro i cristiani e i loro amici!

persecuzioni2Non si può essere amico dei cristiani e non morire davanti alla propria abitazione, folgorato da una serie di colpi d’arma da fuoco. È il drammatico epilogo che il gruppo “Tehreek-e-Taliban Pakistan” (così è stato rivendicato) ha riservato a Sardar Soran Singh, ministro delle minoranze di Khyber Pakhtunkhwa, una delle quattro province del Pakistan che si trova nella regione nord-occidentale del paese. Secondo i dati della polizia locale, dal 2013 in questa stessa provincia sono stati uccisi almeno otto membri della comunità “sikh” (realtà religiosa e politico-militare dell’India, fondata con l’intento di unire indù e musulmani nella fede di un unico dio).

Il ricordo del vescovo anglicano della Church of Pakistan, il rev. Humphrey Sarfaraz Peters, non lascia dubbi sul movente dell’omicidio: «Due giorni dopo aver assunto l’incarico nel 2013 – racconta il vescovo –, è venuto per chiedere una benedizione. Ai cristiani ha dato un grande sostegno. Veniva a visitarmi a casa mia almeno due volte al mese. Tre giorni prima della sua morte, mi ha chiamato per condividere con me l’idea di aprire una casa per anziani» (AsiaNews).

Ancora su AsiaNews, il vescovo anglicano definisce l’assassinio di Singh «un fallimento del governo», mentre il presidente della Guru Nanak Gee Mission, Mimpal Singh, ha chiesto che le autorità arrestino subito i colpevoli. «Era un vero patriota – ha commentato. Perfino le comunità musulmane lo stimavano per il suo impegno nel welfare. Siamo colpiti dalla sua perdita»; e ancora «I terroristi colpiscono chiunque. Non faremo proteste nelle strade, ma dobbiamo domandare al governo che ci protegga».

“Non licet esse christianos” (non è lecito essere cristiani), questo antichissimo e funesto principio dell’epoca romana imperiale non è ancora tramontato. Non è stato lecito dirsi cristiano per Shahbaz Bhatti, il ministro pakistano delle minoranze religiose, barbaramente ucciso con 30 colpi di arma da fuoco dallo stesso gruppo di estremisti, il 2 marzo del 2011, perché lottava contro la legge sulla blasfemia.

«La persecuzione – come ha ricordato recentemente Papa Francesco – è il pane quotidiano della Chiesa». Tempi davvero molto duri per i cristiani di tutto il mondo… e adesso anche per i loro “amici”!

Scritto per Korazym.org

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