Il ciliegio

ciliegieLa letteratura apocrifa ha ispirato alcuni registi, romanzieri e cantautori. Angelo Branduardi, per esempio, canta ne “Il ciliegio” un episodio tratto dai vangeli apocrifi ma con un intreccio narrativo un po’ diverso dagli apocrifi stessi. Il Vecchio giardiniere (Giuseppe) – si racconta nella canzone – non è capace di trattenere la gelosia dopo aver saputo della gravidanza della donna (Maria), e quando quest’ultima gli chiede di raccogliere delle ciliegie, lui risponde: “Chiedi al padre di tuo figlio di raccoglierle per te”. E in quell’istante accade il prodigio: “Fu il ramo suo più alto che il ciliegio chinò, ed il padre di suo figlio così l’accontentò”.

I Vangeli apocrifi (nascosto) sono quei testi che raccontano alcuni episodi della vita di Cristo ma che non furono considerati autentici e normativi per la fede, poiché eccessivamente leggendari e storicamente poco attendibili. La Chiesa li escluse così dal canone (misura) dei testi biblici ritenendoli testi non ispirati. Il tipo di narrazione presente nei vangeli apocrifi è, infatti, eccessivamente romanzata, dai toni fantastici e ambigui. Aneddoti, e piccoli episodi di carattere soprannaturale fanno di Cristo un piccolo Harry Potter capace di compiere ogni tipo di “magia”. In questo tipo di letteratura cristiana, in qualche modo, c’è il tentativo di spiegare i misteri principali della nostra fede seguendo però una logica rigorosamente umana. Talvolta, però, tali vangeli non mancano di eccessi. Gesù spesso è descritto come un bambino vendicativo e capriccioso nei confronti dei suoi compagni di giuoco. Giuseppe talvolta non trattiene l’istinto di rivolgere al piccolo Gesù uno scappellotto o di trattare Maria in maniera rigida. Anche Maria è raccontata in modo diverso rispetto alla lettura canonica che conosciamo.

Ascoltiamo il brano di Angelo Branduardi:

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