Cinquanta preghiere per chi cerca la speranza

50preghiereSpesso gli episodi di una normale vita quotidiana – gradevoli, faticosi e talvolta sofferti – possono diventare motivo d’ispirazione per un pittore, un poeta, un musicista o un qualsiasi altro artista che trova in essi lo spunto per riscrivere i dettagli più significativi della giornata, recuperandone la bellezza e il valore educativo prima trascurato. Stefania Perna – docente liceale, con un dottorato in Letteratura cristiana alle spalle – realizza il recupero educativo di cui parlavamo prima con un’interessante pubblicazione: «50 preghiere per i cercatori di speranza» (Effatà Editrice).

Il testo, strutturato in cinquanta capitoletti, raccoglie i dubbi, le gioie, le ferite che attraversano la nostra ordinaria vita quotidiana e che l’autrice riscrive restituendola al lettore sotto forma di preghiera. Episodi piccoli e giornalieri diventano così motivo di riflessione e di confronto. Lo spunto iniziale che accompagna ogni preghiera – per nulla scontata e distante da un certo tipo di linguaggio mieloso e ridondante – è offerta dall’autrice; poi una serie di citazioni – desunte dagli scritti della spiritualità cristiana – completa e conclude il tema proposto in ogni capitolo.

La semplicità del linguaggio e la veridicità dei temi proposti fanno di questo libretto un gradevole e utile compagno di viaggio. «L’idea che cerco di trasmettere ai lettori – racconta Stefania Perna a Vatican Insider – è proprio che la quotidianità, può diventare preghiera. Come dice papa Francesco, c’è differenza tra il “dire preghiere” e “pregare”. Non perché il “dire preghiere” vada archiviato, ma perché, soprattutto oggi, nei ritmi frenetici che ci travolgono, una preghiera ridotta a ripetizione di formule o lontana da quello che viviamo nella quotidianità non può bastarci. Forse una sfida fondamentale dei nostri tempi è proprio imparare a legare preghiera e vita, così da non stancarsi mai né di Dio, né della preghiera».

Chi sono oggi – chiediamo all’autrice – i cercatori di speranza? «Non penso – risponde – che sia un discorso di epoche, sono convita che cercatori di speranza lo siamo tutti, più o meno consapevolmente. Io ritengo che credere al futuro, cercare la felicità, voglia dire essenzialmente aprirsi all’intreccio della fede e della speranza nella vita quotidiana. In fondo, il centro della nostra fede è il messaggio della speranza, il credere nella Risurrezione. L’importante è solo permettere a Dio di raggiungerci, proprio dove tutto sembra finito». Stefania Perna rivela, inoltre, di aver scelto il titolo del suo libro ispirandosi alla «Lettera ai cercatori di Dio», documento pubblicato nel 2009 dalla commissione episcopale per la Dottrina della Fede, l’Annuncio e la Catechesi della Cei. Proprio nella lettura di quelle pagine il tema della speranza viene ulteriormente esplicitato; ed è questo particolare messaggio di speranza – dichiara l’autrice – che mi piacerebbe fare emergere dal testo delle mie preghiere, «questa semplicità del bene, questa quasi “banalità” della fede, questo percorso possibile a tutti. E come diceva san Giovanni Paolo II: “In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso”».

Il libro di Stefania Perna nasce sul web, attraverso una serie di condivisioni e contatti con persone che – rivela l’autrice – «leggendo i miei testi, sentivano raccontati i loro stati d’animo, dubbi e vicende quotidiane, che diventavano spunti per imparare a pregare, a riflettere davanti a Dio». Tra i lettori che hanno mostrato di gradire il libro vi sono anche dei sacerdoti. «Sicuramente – rivela l’autrice con semplicità – sono stata molto contenta di avere tra i lettori, padre Ermes Ronchi, che mi ha detto di aver centellinato il mio libro, regalandosi una pagina a sera».

Forse il successo di questo libretto è dovuto a due particolari coincidenze: il desiderio di pregare per non perdere la speranza nelle diverse circostanze della vita, e la semplicità delle parole che introducono alla preghiera. Un terzo motivo – conclude ironicamente Stefania Perna – potrebbe riguardare «il formato tascabile del libro e il prezzo, facile da leggere e utile da portare in borsa!».

Scritto per Vatican Insider

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *