Insegnamento della Religione Cattolica a scuola

ora_direligioneLa scelta di avvalersi dell’insegnamento della Religione Cattolica a scuola – recita il comunicato della Cei, in previsione del prossimo anno scolastico – «non è una dichiarazione di appartenenza religiosa, né pretende di condizionare la coscienza di qualcuno, ma esprime solo la richiesta alla scuola di voler essere istruiti anche sui contenuti della religione cattolica che costituisce una chiave di lettura fondamentale della realtà in cui noi tutti oggi viviamo».
Certamente – come affermava Leonardo Sciascia – «bisognerebbe insegnarla meglio, questo sì. Ma la religione come materia di studio è una pietra su cui l’intelligenza si affila. Se ne sostanzia la fede, per chi ce l’ha o la cerca. O ne vengono fuori i Voltaire, i Diderot, i grandi increduli e anticlericali».

L’educazione – come ha detto Papa Francesco – «non può essere neutra. O è positiva o è negativa; o arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino può corromperla… La missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, il senso del bene e il senso del bello. E questo avviene attraverso un cammino ricco, fatto di tanti “ingredienti”. Ecco perché ci sono tante discipline! Perché lo sviluppo è frutto di diversi elementi che agiscono insieme e stimolano l’intelligenza, la coscienza, l’affettività, il corpo, eccetera» (10 Maggio 2014).

Dalle mie classi non so cosa ne verrà fuori; spero uomini e donne sempre in cerca della verità, capaci di dialogo e di confronto, giovani che non si arrendono mai e sui quali scommettere per un futuro migliore.

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