C’è la Sindone, arriva la revoca della scomunica per aborto

sindoneL’Arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, – in occasione dell’ostensione della Sindone che si svolgerà dal 19 aprile al 24 giugno –, con un formale decreto, concede «a tutti i sacerdoti, sia diocesani o extradiocesani sia membri di istituti di vita consacrata o di società di vita apostolica che siano regolarmente abilitati a ricevere le confessioni dei fedeli per l’intero territorio dell’Arcidiocesi di Torino, la facoltà di rimettere nell’atto della confessione sacramentale la scomunica non dichiarata relativa all’aborto procurato senza l’onere del ricorso» a favore specialmente di quanti programmano il proprio pellegrinaggio a Torino durante il periodo di ostensione della Sindone.

L’aborto è un crimine che la Chiesa condanna sin dal primo secolo. È infatti nel testo della “Didaché” (o Dottrina dei dodici apostoli) – un documento cristiano redatto, probabilmente in Siria, da un autore sconosciuto – che con fermezza si esorta la comunità cristiana a «non uccidere il bimbo con l’aborto, e non sopprimerlo dopo la nascita» (Didaché 2, 2). Tale insegnamento, ancora oggi, è rimasto invariato. L’aborto diretto (voluto come fine o come mezzo) secondo la dottrina della Chiesa Cattolica è gravemente contrario alla legge morale.

Poiché l’aborto, nell’esperienza di vita cristiana, viene considerato un grave delitto contro la vita umana, la Chiesa ne sanziona l’atto con la pena canonica della scomunica “latae sententiae” (espressione tecnica del Diritto Canonico per esprimere la convalida della pena nel momento stesso in cui viene commesso il reato). In tal modo la Chiesa, non volendo limitare la grandezza della misericordia di Dio, mette in rilievo «la gravità del crimine che è stato commesso, il danno irreparabile causato all’innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società» (CCC 2272).

Il decreto di mons. Nosiglia – tenuto conto che nel periodo della prossima ostensione della Sindone affluiranno nei territori dell’arcidiocesi torinese numerosissimi fedeli, e che tale evento è ritenuto un tempo particolare di grazia che può tradursi in segni concreti di conversione – concede ai sacerdoti questa particolare facoltà «al fine di mostrare concretamente – si legge nel decreto – la misericordia del Padre nei confronti di chi è pentito di un delitto commesso». L’Arcivescovo di Torino invita i sacerdoti – ministri della giustizia e al contempo della misericordia di Dio – «a consolare chi è angosciato ricordando che, qualunque cosa il cuore rimproveri, Dio è più grande del cuore dell’uomo e conosce ogni cosa (cfr. 1 Gv 3, 20)», ad istruire i penitenti circa la gravità di questo peccato e ad offrire penitenze sacramentali tali da favorire il più possibile una stabile conversione (impegno di preghiera, partecipazione alla Messa, proposta di sostenere un Centro di accoglienza alla vita oppure opere che mirano al bene dei piccoli, senza escludere all’occorrenza di offrire – a quanti fossero intenzionati a ricorrere all’aborto – sia il consiglio retto per affrontare una maternità non desiderata sia anche, quando possibile, l’aiuto materiale).

Il tema della misericordia di Dio, particolarmente presente in tantissimi interventi di papa Francesco, sarà dunque uno degli itinerari che dal prossimo 19 aprile fino al 24 giugno verranno proposti ai numerosi fedeli che si recheranno a Torino per l’ostensione della Sindone.

Scritto per Vatican Insider

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