Il posto dove si è seduto il Papa

pafraOrmai conosciamo papa Francesco, e sappiamo bene che quando può (con qualche disaccordo per il personale della sua sicurezza) preferisce utilizzare i mezzi di locomozione più comuni per i suoi spostamenti, anche a piedi se è il caso.

Recentemente (agosto 2014), per esempio – durante il viaggio apostolico in Corea del Sud – il Pontefice ha preferito spostarsi (da Seoul a Daejeon) con uno dei treni nazionali ad alta velocità; e per noi, che non abitiamo in Corea del Sud, la cosa è finita lì. Da quel momento, però, come riferisce la stampa locale, – incredibilmente (considerata anche la cultura non occidentale dei sudcoreani, forse più sobria rispetto alla nostra) – il posto dove si è seduto il Santo Padre è diventato ambitissimo da numerosissimi viaggiatori che ne facevano esplicita richiesta al momento della prenotazione del biglietto.

Così, – come riferisce AsiaNews – sulla poltrona è stata affissa una targhetta, e la Korea Railroad Corporation (la società ferroviaria sudcoreana più prestigiosa) ha annunciato di voler devolvere in beneficenza una parte dei proventi di ogni prenotazione. L’idea ha riscosso un notevole successo, e da agosto a fine dicembre – spiega ancora AsiaNews – la società ferroviaria sudcoreana ha messo da parte 15 milioni di won (circa 11mila euro) che sono stati consegnati al vescovo di Daejeon, monsignor Lazzaro You Heung-sik da un rappresentante della Korea Railroad Corporation. «Il gruppo – ha riferito You Heung-sik – mi ha detto che la donazione sarà su base annuale, quindi abbiamo deciso di destinare i fondi a un Centro per le ragazze madri. È meraviglioso che i semi lanciati da papa Francesco nel corso del suo viaggio in Corea continuino a produrre frutti» (AsiaNews).

Questo è uno dei tanti gesti di carità nati in Corea del Sud all’indomani della visita del Papa. È sempre il Vescovo di Daejeon che – giunto a Roma per alcuni impegni pastorali – ha consegnato a papa Francesco una piccola lista di opere buone nate grazie alla visita del Pontefice latinoamericano.

«Sia le organizzazioni civili che quelle religiose – scrive il Presule nel testo – non sono rimaste indifferenti al suo passaggio. Ognuno ha deciso di fare qualcosa per conservare vivo il ricordo della sua visita» (AsiaNews). Le autorità sudcoreane hanno, inoltre, designato il santuario dei martiri di Solmoe (dove, durante il viaggio apostolico, si è svolto l’incontro del Papa con i giovani dell’Asia) «Tesoro Nazionale». Nello stesso luogo è nato il «Parco di papa Francesco», su cui sorgerà a breve una «Casa del Pellegrino» per ricordare l’incontro con i giovani. In un altro santuario della diocesi di Daejeon, quello di Haemi (dove papa Francesco ha incontrato i vescovi dell’Asia), verrà invece costruito un Centro giovanile. Infine, ricorda ancora AsiaNews, sui luoghi della cattura, persecuzione e morte dei martiri coreani – soprattutto nella zona di Naepo – nascerà un percorso a piedi «sul modello del Cammino di Santiago de Compostela in Spagna».

Sono piccoli segni spirituali che non vanno sottovalutati. Un antico proverbio coreano, del resto, descrive bene questa particolare attenzione nei confronti di papa Francesco: «Se c’è simpatia che viene, c’è simpatia che va».

Scritto per Vatican Insider

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *