Perfetti come…

muratore«Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5, 48).

Avete mai pensato alle reali difficoltà che queste parole possono rappresentare per l’uomo, dal punto di vista della loro effettiva realizzazione? Eppure Gesù le pronuncia con grande disinvoltura e decisione. Commenta C.S. Lewis, scrittore e filologo britannico: “Io non avrò riposo e non vi darò risposo finché non sarete letteralmente perfetti; finché il Padre mio non potrà dire senza riserve che Egli si compiace di voi, come disse di compiacersi di me. Questo io posso fare e farò; ma non farò niente di meno”. La perfezione è il principale obiettivo di Dio “è la meta – prosegue Lewis – verso cui Egli comincia a guidarci […]; e nessuna forza al mondo, tranne noi stessi, può impedirGli di portarci a quella meta”.

Da un lato, dunque, la convincente risolutezza di Cristo, deciso ad andare fino in fondo (usque ad mortem!) pur di conquistare all’uomo il diritto di accedere a quella paterna perfezione, dall’altro la possibilità che l’uomo rifiuti ogni bene promesso.

Prendendo in prestito una parabola da George  MacDonald, Lewis racconta: “Immaginate di essere una casa […] e viene Dio, a ricostruirla […]. Aggiusta le tubature, ripara le crepe nel tetto, e così via: sono lavori che andavano fatti, lo sapevate, e non siete sorpresi. Ma ecco che Egli comincia a mettere la casa sottosopra, a sconquassarla in modo orripilante […]. Dove diamine vuole andare a parare? La spiegazione è che Egli sta costruendo una casa tutta diversa da quella che avevate in mente voi: creando qui un’ala nuova, là aggiungendo un piano, innalzando torri, aprendo cortili. Pensavate di diventare una casetta ammodo: ma Lui sta costruendo un palazzo. Intende venirci a vivere Lui stesso”.

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