Il pericolo peggiore per la vita dell’uomo

prima_2Il pericolo peggiore che possa temere l’umanità oggi non è una catastrofe stellare, non è né la fame, né la peste; è invece quella malattia spirituale, la più terribile perché il più direttamente umano dei flagelli, che è la perdita del gusto della vita” (Teilhard de Chardin).

Perdere il gusto della vita può voler dire molto per l’uomo del terzo millennio. Giustamente Teilhard de Chardin la considerava una grave malattia spirituale, la più terribile delle malattie spirituali!

Tutto ciò che, in termini di progresso umano e scientifico, sembrava poter migliorare la nostra condizione umana ha invece creato una terribile voragine, un notevole vuoto spirituale che ha contribuito all’impoverimento della persona. Le pareti della nostra umanità sono miseramente crollate di fronte ad un male sempre più misterioso e incontrollabile.

E’ lecito chiedersi se la vita di una persona è ancora sacra? Se è giusto “uccidere” (uccidere tutto, la persona, i rapporti, i sentimenti, le relazioni, i pensieri di un altro, tutto ciò che è vita e che dà vita), piuttosto che imparare ad amare tutto e tutti, persino chi non è amato?

Un frammento tratto dall’ultimo messaggio di Medjugorje ammonisce: “Cari figli miei, non riconoscete i segni dei tempi? Non riconoscete che tutto quello che è intorno a voi, tutto quello che sta succedendo, accade perché non c’è amore? Comprendete che la salvezza è nei veri valori, accogliete la potenza del Padre Celeste, amatelo e rispettatelo”.

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