Quante difficoltà per adottare un bambino!

adozioniSe la fecondazione eterologa (la “tecnica” artificiale che mette insieme i gameti – di uno dei coniugi o di entrambi – appartenenti ad altre persone) sarà inserita nei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), – riflettono, giustamente e con qualificata coerenza, Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, presidente e copresidente nazionali dell’Associazione Scienza & Vita – perché lo Stato non si attiva “allo stesso modo per le adozioni, che rappresentano una risposta all’infertilità che esiste già e che coinvolge migliaia di coppie che ora sono vittime di un’ingiustificata disparità e di un’inaccettabile disuguaglianza. Forse che sono considerate meno adatte all’accoglienza della vita di chi sceglie l’opzione artificiale?”.

Tutti noi sappiamo (o perché direttamente coinvolti o per sentito dire) quanto sia difficile ottenere l’adozione di un bambino in Italia e all’estero. Ti controllano dalla testa ai piedi, chiedono tutto di te, di tua moglie, dei tuoi parenti; analizzano le tue capacità psichiche e culturali, il tuo lavoro, i rapporti con il vicinato; chiedono di te e di tua moglie a chiunque possa offrire informazioni sulla tua privacy, controllano il tuo conto in banca e se hai pagato l’ultima bolletta del gas o del condominio; devi dimostrare, insomma, di essere da subito un buon genitore. Se sei riuscito a superare queste e mille altre obiezioni, si può procedere al secondo livello di quello che è diventato il terribile gioco dei sentimenti! Nessuno, poi, controlla o vuole controllare l’ignobile “mercato nero” che si nasconde (si fa per dire!) dietro ogni tentativo di adozione, che ti costringe – o in Italia o all’estero – a dare “mazzette” a tutti.

Se esistono delle leggi (nazionali ed internazionali) sull’adozione dei minori, perché tanti problemi? Chi “non” guadagnerebbe più ingenti somme di denaro se la pratica delle adozioni funzionasse a norma di legge?

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