Palermo in festa

santarosaliaAl loro passaggio il male si alleggeriva, diventava meno intenso, perdeva la sua gravità. Palermo, in breve, fu libera, e, in attestato di riconoscenza a tanto beneficio, si votò a lei, celebrando in suo onore feste annuali che ricordassero i giorni della liberazione. La grotta del Pellegrino divenne Santuario, ove la pietà d’ogni buon devoto si ridusse a venerare l’immagine della Patrona” (Giuseppe Pitrè).

Sono le parole di Giuseppe Pitrè, l’illustre scrittore e antropologo siciliano dell’800, che descrivono la prima processione delle reliquie di Santa Rosalia nella città di Palermo, messa in ginocchio dalla peste e liberata dalla stessa (15 luglio del 1624) per intercessione della Santa Patrona siciliana. Figlia del duca Sinibaldo di Quisquina delle Rose, nipote per parte di madre di re Ruggero d’Altavilla, Rosalia visse nel XII secolo (tra il 1130 ed il 1170) alla corte dello zio, a Palermo. Giovane e di bell’aspetto, Rosalia rifiutò di unirsi in matrimonio con il nobile Baldovino per vivere da eremita in contemplazione del volto di Cristo.

Oggi la Chiesa e ogni buon palermitano ne fanno memoria.

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