Papa Francesco: la scomunica della Chiesa per i mafiosi che adorano il male

papa_cassanoIn una terra difficile da raggiungere con i mezzi di trasporto (quattro cambi da Roma per chi decide di muoversi in treno), con una popolazione di quasi 19mila abitanti, costretta a condividere il sonno con le occulte e malavitose attività della ‘ndrangheta, la presenza del Papa diventa importante e significativa. Cassano all’Jonio, un piccolo comune calabrese in provincia di Cosenza, si è preparato a questo storico appuntamento con semplicità di cuore, amore per la Chiesa e il suo Pastore, e soprattutto senza l’ausilio economico di sponsor esterni o sostegni politici per garantire, dal punto di vista logistico, l’organizzazione dell’evento. E’ bastato, infatti, programmare una colletta nelle 47 parrocchie della Diocesi – la più piccola della Calabria – durante le Messe della domenica, per dare a questo momento – con dignità e semplicità – un senso diverso.

Dopo aver incontrato i detenuti della Casa Circondariale di Castrovillari, gli ammalati, i sacerdoti, i poveri, gli anziani e alcuni giovani di Cassano all’Jonio, Papa Francesco raggiunge la spianata di Sibari, dove ad attenderlo per la celebrazione della Santa Messa ci sono oltre 100mila persone. Papa Francesco, però, durante il tragitto verso Marina di Sibari – secondo quanto riportato dalle agenzie – si ferma prima in preghiera davanti alla parrocchia dove il 3 marzo scorso è stato assassinato padre Lazzaro Longobardi. Concelebrano con il Papa i Vescovi della Calabria e 270 sacerdoti. Nel corso della Messa, mons. Nunzio Galantino, Vescovo di Cassano e Segretario Generale della Cei, saluta il Pontefice ringraziandolo per aver guardato con attenzione a questa piccola ma bella parte di Chiesa.messa sibari

Grazie per il dono della sua presenza, – prosegue mons. Galantino – in un territorio che ha visto tanti uomini e donne spendersi per rendere credibile la Chiesa e vivibile il territorio. Grande è, però, anche la fatica che molti fanno in questa parte di Chiesa; in questo – dichiara con vibrante schiettezza Galantino – ci si mette la malavita organizzata, che rallenta i processi di crescita. “La ‘ndrangheta non si nutre solo di soldi e di malaffare ma anche di coscienze addormentate e conniventi. Lei qui, Santo Padre, trova la Chiesa calabrese disposta a risvegliare queste coscienze, ma trova anche una Chiesa che a volte rallenta il suo passo. La Sua presenza ci aiuterà a recuperare l’uno e l’altro aspetto”.

Papa Francesco celebra la Messa prefestiva della solennità del Corpus Domini, ed è a partire da questa festa – in cui la Chiesa loda il Signore per il dono dell’Eucaristia – che il Pontefice offre alcuni spunti di riflessione. “Adorare Gesù Eucaristia e camminare con Lui. Questi – dice il Papa – sono i due aspetti inseparabili della festa odierna, due aspetti che danno l’impronta a tutta la vita del popolo cristiano: un popolo che adora Dio e cammina con Lui”. “Noi non abbiamo altro Dio all’infuori di questo!” – afferma Francesco – e rinunciamo a tutte le seduzioni del demonio: denaro, vanità, potere. “Noi cristiani non vogliamo adorare niente e nessuno in questo mondo se non Gesù Cristo, che è presente nella santa Eucaristia”.

Poi il Papa con ferma convinzione aggiunge: “Quando all’Adorazione del Signore si sostituisce l’adorazione del denaro, si apre la strada al peccato, all’interesse personale e alla sopraffazione. Quando non si adora il Signore si diventa adoratori del male, come lo sono coloro i quali vivono di malaffare e di violenza. La vostra terra, tanto bella, conosce i segni e le conseguenze di questo peccato. La ‘ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato. Bisogna dirgli di no. La Chiesa, che so tanto impegnata nell’educare le coscienze, deve sempre di più spendersi perché il bene possa prevalere. Ce lo chiedono i nostri ragazzi. Ce lo domandano i nostri giovani, bisognosi di speranza. Per poter rispondere a queste esigenze, la fede ci può aiutare. Coloro che percorrono in questa vita la strada del male, come i mafiosi, non sono con Dio, sono scomunicati!”.

In queste parole un esplicito riferimento alla cultura malavitosa presente in questo territorio, quel “potere del male” che non può ricevere l’ossequio da parte di nessuno, soprattutto da parte di chi è cristiano e pertanto chiamato ad adorare soltanto Dio. Bisogna impegnarsi – dice Papa Francesco – a “camminare dietro a Lui e con Lui, cercando di mettere in pratica il suo comandamento, quello che ha dato ai discepoli proprio nell’Ultima Cena: «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13,34). Il popolo che adora Dio nell’Eucaristia è il popolo che cammina nella carità”. Il Vescovo di Roma desidera confermare nella fede e nella carità la Chiesa di Cassano all’Jonio, per accompagnarla e incoraggiarla nella strada che conduce a Cristo Carità; sostegno che il Pontefice estende anche “alle Autorità civili che cercano di vivere l’impegno politico e amministrativo per quello che è, un servizio al bene comune”.

Papa Francesco, infine, invita tutti a testimoniare la solidarietà concreta con i fratelli, in modo particolare con chi ha maggior bisogno di giustizia, di speranza, di tenerezza. Incoraggiando il Progetto Policoro – per i giovani che vogliono mettersi in gioco e creare possibilità lavorative per sé e per gli altri – il Pontefice ricorda: “Cari giovani, non lasciatevi rubare la speranza! L’ho detto tante volte e lo ripeto una volta in più! Adorando Gesù nei vostri cuori e rimanendo uniti a Lui saprete opporvi al male, alle ingiustizie, alla violenza con la forza del bene, del vero e del bello”. Poi, rivolgendosi a tutti: “Se adorerete Cristo e camminerete dietro a Lui e con Lui, la vostra Chiesa diocesana e le vostre parrocchie cresceranno nella fede e nella carità, nella gioia di evangelizzare. Sarete una Chiesa nella quale padri, madri, sacerdoti, religiosi, catechisti, bambini, anziani, giovani camminano l’uno accanto all’altro, si sostengono, si aiutano, si amano come fratelli, specialmente nei momenti di difficoltà”.

Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre raggiunge l’eliporto di Marina di Sibari da cui parte per rientrare a Roma. Gli oltre 100mila fedeli che hanno preso parte alla Messa, provenienti da tutta la Calabria, lasciano la spianata di Sibari per fare rientro nelle proprie abitazioni, e chissà, forse i cittadini di Cassano all’Jonio andranno subito a segnare in rosso, nel proprio calendario, questa giornata veramente speciale.

Scritto per Korazym.org

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