Infondate accuse contro il Vescovo di Mazara del Vallo

mogavescovoCon il caldo di questi giorni anche alcune notizie possono apparire roventi. Stando a quanto è possibile leggere nell’ultimo numero di Panorama – la cui copertina è dedicata all’immagine di un Papa Francesco pensoso – la diocesi siciliana di Mazara del Vallo, guidata da mons. Domenico Mogavero, avrebbe accumulato debiti per quasi sei milioni di euro per sostenere la costruzione di alcune chiese. Un clamoroso scandalo, nella lettura di Panorama, che avrebbe costretto mons. Mogavero a recarsi urgentemente a Roma per un colloquio con il Santo Padre. “Sottoporrò all’esame di un esperto contabile da me nominato la documentazione dell’ultimo quinquennio – ha affermato il Vescovo di Mazara, dopo il servizio pubblicato da Panorama – al fine di verificare la gestione economico-finanziaria della Diocesi e l’accertamento di eventuali responsabilità”.

Contestualmente alla dichiarazione del Vescovo, l’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali di Mazara del Vallo, diretto da don Francesco Fiorino, – come si evince dal sito della Diocesi mazarese – ha diramato una nota per chiarire alcuni punti evidenziati nel servizio giornalistico. Innanzitutto – sottolinea la Nota – il bilancio annuale della Diocesi era già stato reso noto, nel mese di maggio, a tutti i sacerdoti della Diocesi. L’accusa relativa al buco di 6 milioni di euro – precisa l’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali – è priva di fondamento, poiché “nel bilancio è inserito l’importo di 4.402.604 che costituisce l’ammontare di due mutui (necessari per rinegoziare un precedente mutuo e per aggiornamenti dei prezzi nei cantieri di costruzione di tre nuove chiese), rispettivamente un mutuo chirografario di 3.692.360 presso Banca Prossima e di 728.144 euro per mutuo ipotecario presso Banca Unicredit”. Trattandosi di un finanziamento erogato da istituti bancari non si può parlare, così, di “buco” finanziario, che avrebbe invece dovuto registrare un equivalente ammanco di risorse. La delibera relativa alla costruzione delle tre nuove chiese – precisa la Nota– è stata ratificata prima che mons. Domenico Mogavero diventasse vescovo di Mazara e portasse a compimento quanto era stato già deciso in precedenza.

Il documento pubblicato dall’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, oltre a rendere noti altri dettagli economici (consultabili da tutti nel sito della Diocesi di Mazara del Vallo), precisa che l’incontro del Papa con mons. Mogavero è avvenuto in seguito ad una richiesta inoltrata dal Vescovo stesso nel mese di febbraio e fissata (a marzo) per il 6 giugno. Pertanto non vi è nessuna connessione con le accuse relative alla gestione economico-finanziaria della Diocesi.

Leggendo con più attenzione il servizio giornalistico proposto da Panorama si possono osservare anche alcuni dettagli che danno l’impressione di voler “screditare” la figura del Vescovo di Mazara. Probabilmente la presenza di un’antica ruggine creatasi in seguito alle obiezioni mosse da mons. Mogavero nei confronti del Governo Berlusconi, e l’invito esplicito rivolto al Premier a rassegnare le dimissioni.
Mogavero, per di più, oltre ad aver ricoperto per diversi anni il ruolo di sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana, è stato chiamato a verificare – in qualità di visitatore apostolico, durante il pontificato di Benedetto XVI – alcune incongruenze finanziare verificatesi un paio di anni fa nella Diocesi di Trapani. Egli è anche uno dei candidati (e tra i più stimati) alla guida dell’Arcidiocesi di Palermo… quale momento migliore, dunque, per cercare di metterlo in cattiva luce in nome di un’antica “inimicizia”?

Scritto per Korazym.org

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