Bergoglio, il nuovo “capitano” della Nazionale di Calcio Amputati

naz_ampCi sono campioni, nel mondo dello sport, che non riescono ad accettare la perdita del costosissimo Rolex di cui andavano fieri, ce ne sono altri a cui la vita ha tolto invece una gamba e che – di fronte ad una strada diventata improvvisamente in salita – hanno trovato il coraggio di continuare a correre dietro ad un pallone.
“Mi chiamo anche io Francesco – Santità –, sono nato senza una gamba ma ho sempre desiderato giocare a Calcio. Purtroppo nessuno mi dava questa possibilità, finché il CSI ha cambiato le regole, tesserandomi e permettendomi di giocare con normodotati”. Sono state queste le parole che Francesco Messori, il giovane capitano della Nazionale Calcio Amputati, ha pronunciato davanti a Papa Francesco in occasione dell’incontro promosso dal Centro Sportivo Italiano (CSI) svoltosi in questi giorni in Piazza San Pietro.

La Nazionale Calcio Amputati è una realtà recente, nata dalla passione e dal coraggio dei suoi giocatori e sostenitori. “Un giorno – afferma, infatti, Francesco Messori – navigando in Internet, ho scoperto che all’estero esisteva una federazione calcio amputati, allora ho messo un annuncio su Facebook e ho creato una pagina dedicata al Calcio Amputati Italia cominciando a raccogliere adesioni”. In breve tempo, cresciuta l’attenzione e le adesioni per questa particolare esperienza sportiva, è nata la Nazionale Italiana di Calcio Amputati, oggi allenata dall’emiliano Renzo Vergnani e dal siciliano Paolo Zarzana. I due mister – professionalmente qualificati ma soprattutto capaci di infondere tra gli atleti l’entusiasmo e la passione per lo sport – hanno accompagnato la Nazionale Amputati ai primi appuntamenti calcistici internazionali, con la Francia e prossimamente con la Germania, e forse in Messico per i Mondiali.

A rendere ragione del particolare clima di serenità e di amore per la vita vissuto dentro e fuori gli spogliatoi della Nazionale azzurra la testimonianza di Arturo Mariani, uno dei giocatori, che durante un servizio curato dal programma televisivo “A Sua immagine” rivela: “Mi sento fortunato. Ringrazio ogni giorno Dio per quello che mi ha dato, io gli darò la vita. Il dono che noi possiamo fare a lui è come viviamo la vita; penso a viverla al meglio, senza mai lamentarsi, ritenendosi fortunati per tutto quello che si ha”.

Davanti a Papa Francesco, al termine del suo saluto, Francesco Messori dice: “Santità, questa squadra è speciale e ha bisogno di un capitano speciale come lei”. Il giovane “attaccante” azzurro si avvicina al Papa, si toglie la fascia da capitano per regalarla al Pontefice. Poi la foto con tutta la Nazionale Amputati e l’emozione va alle stelle. Si torna a casa, e nel cuore di questi “Campioni” le parole udite in Piazza San Pietro, e pronunciate a tutto il mondo dello sport dal loro nuovo «capitano»: “Mettervi in gioco nella vita come nello sport. Mettervi in gioco nella ricerca del bene, nella Chiesa e nella società, senza paura, con coraggio ed entusiasmo. Mettervi in gioco con gli altri e con Dio; non accontentarsi di un «pareggio» mediocre, dare il meglio di sé stessi, spendendo la vita per ciò che davvero vale e che dura per sempre. Non accontentarsi di queste vite tiepide, vite «mediocremente pareggiate»: no, no! Andare avanti, cercando la vittoria sempre!” (Papa Francesco).

Scritto per Korazym.org

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