Rita da Cascia

santaritaMoglie, madre, suora sono le tre realtà vocazionali vissute da S. Rita da Cascia nel corso della sua vita. Le parole di Cristo «Io sono la via, la verità e la vita» diventano per la giovane cittadina di Roccaporena (1381-1457) il vero motivo della sua esistenza. Per Rita fu subito chiaro che: “non poteva verità dire se non parlando con Lui, né poteva vivere se non con Lui, né poteva camminare se non con Lui”; così, a partire da quella intuizione, la Sua vita diventò la storia di una grande Santa.

Sposerà, quasi costretta, un uomo noto per la sua violenza; strapperà i figli dal desiderio di vendicare l’assassinio del padre chiedendo a Dio di chiamarli a Sé piuttosto che vederli morire con l’odio e la vendetta nel cuore. Nel ruolo di moglie e di madre Rita avrà una sola preoccupazione: prendersi cura dell’anima di coloro che il Signore le ha posto accanto. Rimasta sola, entrerà nel convento agostiniano di Cascia dove per quarant’anni perseverò – come riportano le cronache – a servire Dio con amore.

Segnata in fronte da una “ferita” come di spina (segno di inequivocabile appartenenza a Dio), Rita – venerata oggi come la “santa degli impossibili” – trascorrerà gli ultimi anni della sua vita in contemplazione del Volto Santo di Dio. Nel 1457 prima di morire rivolse alle consorelle una particolare richiesta, quella di ricevere una rosa. Le suore si rammaricarono poiché non era ancora la stagione delle rose, ma il buon Dio volle accontentare il desiderio di Rita! Bastò dare un’occhiata in giardino per scoprire, con incredibile stupore, la presenza di una rosa fiorita che le suore raccolsero per la loro grande e santa consorella. Un gesto di tenerezza che il buon Dio non volle rifiutare a chi come Rita aveva donato tutto di sé. Da quest’ultimo episodio nacque la consuetudine di benedire le rose nella festa Santa Rita da Cascia del 22 maggio.

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