Quegli stipendi cento volte superiori…

prima_2Non è scandaloso – ha gridato in questi giorni Padre Raniero Cantalamessache alcuni percepiscano stipendi e pensioni cento volte superiori a quelli di chi lavora alle loro dipendenze e che alzino la voce appena si profila l’eventualità di dover rinunciare a qualcosa, in vista di una maggiore giustizia sociale?”. Nooooo! Ma chi può davvero macchiarsi di tali crimini! Si stenta a crederlo! Eppure, Cantalamessa, il predicatore ufficiale della casa pontificia, ha ribadito con chiarezza – davanti al Papa, durante l’omelia del Venerdì Santo – i pericoli di “mammona”.

“«L’attaccamento al denaro — dice la Scrittura — è la radice di tutti i mali» (1 Timoteo, 6, 10). Dietro ogni male – afferma Padre Raniero – della nostra società c’è il denaro, o almeno c’è anche il denaro. […] Cosa c’è dietro il commercio della droga che distrugge tante vite umane, lo sfruttamento della prostituzione, il fenomeno delle varie mafie, la corruzione politica, la fabbricazione e il commercio delle armi, e perfino — cosa orribile a dirsi — alla vendita di organi umani tolti a dei bambini? E la crisi finanziaria che il mondo ha attraversato e che questo Paese sta ancora attraversando, non è dovuta in buona parte all’«esecranda bramosia di denaro», l’auri sacra fames, (Virgilio, Eneide, 3. 56-57) da parte di pochi? Giuda cominciò con sottrarre qualche denaro dalla cassa comune. Dice niente questo a certi amministratori del denaro pubblico?”.

Qui per leggere il testo integrale della bella omelia di P. Cantalamessa

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