Suor Eugenia Bonetti tra le donne premiate al Quirinale

Tra le figure femminili che lo scorso 8 marzo hanno varcato la soglia del Quirinale, per ricevere – nella giornata dedicata alla donna – un riconoscimento ufficiale della Nazione, vi era anche Suor Eugenia Bonetti, una religiosa che da anni si occupa della tratta delle donne per lo sfruttamento sessuale. Suor Eugenia – alla quale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito l’Onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana – è una missionaria della Consolata, responsabile dell’Ufficio tratta e minori dell’Usmi e presidente della onlus Slaves No More, associazione che si batte contro le violenze sulle donne e la tratta di esseri umani per lo sfruttamento lavorativo e sessuale.

Sorpresa, gratitudine e speranza, sono i sentimenti che Sr. Bonetti ha espresso attraverso una lettera pubblicata su missionline.org, dopo l’annuncio della sua candidatura al riconoscimento nazionale. “Questa onorificenza – ha dichiarato la Religiosa – non vuole essere un riconoscimento personale, bensì è rivolta a tutta la «squadra di religiose» che in questi ultimi vent’anni hanno offerto il loro servizio di compassione, accoglienza e recupero in diversi campi: sulle strade, nei centri ascolto, nelle case di accoglienza… Molte di loro lavorano in rete con altre religiose nei Paesi di origine e transito, contribuendo a prevenire il fenomeno e ad accogliere e reintegrare tante giovani vittime nel faticoso cammino di recupero e di riappropriazione della propria dignità e identità”.

Al coraggioso impegno di Sr. Eugenia (che ha portato centinaia di giovani donne ad abbandonare la strada) si unisce anche quello di alcuni laici, vissuto espressamente in ottemperanza alle indicazioni cristiane contenute nel Vangelo. Per la Bonetti questo non è il primo riconoscimento istituzionale ricevuto. In precedenza, infatti, a Bruxelles, le è stato attribuito il “Premio Cittadino Europeo” promosso dal Parlamento Europeo. Nominata Commendatore della Repubblica dal presidente della Repubblica Ciampi, Sr. Eugenia ha ricevuto anche altre due onorificenze dal Dipartimento di Stato americano. La missionaria della Consolata, che per oltre un ventennio ha vissuto in Kenya, aveva iniziato la sua opera caritativa occupandosi delle donne africane che venivano portate in Italia e successivamente avviate alla prostituzione. Nel 1993 questa iniziativa trovò sfogo anche in Italia, a Torino e a Roma, con l’associazione “Slaves no more” e  la “Tratta donne e minori” dell’Usmi (l’Unione delle Superiore Maggiori d’Italia, che riunisce gli istituti religiosi femminili).

Nel maggio 2013, in occasione della sessione plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Papa Francesco aveva affermato: “La «tratta delle persone» è un’attività ignobile, una vergogna per le nostre società che si dicono civilizzate! Sfruttatori e clienti a tutti i livelli dovrebbero fare un serio esame di coscienza davanti a se stessi e davanti a Dio! La Chiesa rinnova oggi il suo forte appello affinché siano sempre tutelate la dignità e la centralità di ogni persona, nel rispetto dei diritti fondamentali, come sottolinea la sua Dottrina Sociale, diritti che chiede siano estesi realmente là dove non sono riconosciuti a milioni di uomini e donne in ogni Continente. In un mondo in cui si parla molto di diritti, quante volte viene di fatto calpestata la dignità umana! In un mondo dove si parla tanto di diritti sembra che l’unico ad averli sia il denaro”.

Sr. Eugenia Bonetti rappresenta così quella parte di Chiesa che si preoccupa di tutelare la dignità delle persone, e in modo particolare quella delle donne maggiormente esposte allo sfruttamento sessuale. “Purtroppo, – asserisce la Religiosa – dobbiamo constatare con sofferenza che nonostante i lunghi anni di impegno e lavoro, tra laici e religiose, associazioni di volontariato ed enti governativi, il fenomeno non tende a diminuire, ma cambiano invece le modalità di reclutamento e di sfruttamento, ed è sempre più difficile riuscire a spezzare gli anelli di questa terribile catena di schiavitù. Noi, tuttavia non ci lasciamo scoraggiare”.

Scritto per Vatican Insider

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