Il “peso” della porpora!

prima_2Philippe Nakellentuba Ouédraogo, oppure Andrew Yeom Soo jungpotrebbe chiamarsi così il futuro pontefice! Ouédraogo (arcivescovo di Ouagadougou – Burkina Faso) e Yeom Soo jung (arcivescovo di Seoul – Corea) sono, infatti, due dei 19 prelati che nel Concistoro del 22 febbraio prossimo verranno creati cardinali da Papa Francesco. Ai neoeletti – che hanno saputo della notizia attraverso la stampa e non attraverso una comunicazione diretta, come accade solitamente – il Pontefice ha fatto pervenire una sua lettera nella quale chiede di essere aiutato nel servizio alla Chiesa universale. Il Cardinalato – prosegue Bergoglio – non è “una promozione, né un onore, né una decorazione; semplicemente è un servizio che esige di ampliare lo sguardo e allargare il cuore”. Bisogna solo seguire la via tracciata da Cristo “la via dell’abbassamento e dell’umiltà, prendendo forma di servitore”.

Sono parole che definiscono la struttura di un vero e proprio programma pastorale da prendere a cuore, con la consapevolezza di stare di fronte al popolo di Dio per farsi loro compagno di viaggio. Tutti noi vorremmo poter incontrare il nostro Vescovo non seduto dietro una scrivania ma in mezzo alla sua gente, là dove ciascuno di noi vive, a lavoro, in famiglia, in piazza… Vorremmo poter ricevere – così come fa il Papa – una sua telefonata, sentirlo vicino, apprezzarlo non per le sue interminabili omelie ma per la capacità di infiammare – in poche parole – il cuore di chi (vicino o lontano) prova ad accostarsi al mistero di Dio.

“Perciò ti chiedo, per favore, – conclude Papa Francesco – di ricevere questa designazione con un cuore semplice e umile. E, sebbene tu debba farlo con gaudio e con gioia, fa’ in modo che questo sentimento sia lontano da qualsiasi espressione di mondanità, da qualsiasi festeggiamento estraneo allo spirito evangelico di austerità, sobrietà e povertà”.

Nel 1953, saputo della sua nomina a cardinale, Angelo Roncalli, – il “Papa buono” che il 27 aprile prossimo diventerà santo – scriveva: «Il mio povero nome prende posto fra i 24 ecclesiastici che il Santo Padre il prossimo 12 gennaio nominerà cardinali di Santa Chiesa. Comprendo che voi dobbiate esserne contenti. Anch’ io ne sono contento, più ancora per voi che per me stesso. Prendete tutto con semplicità e con umiltà, come faccio anch’io. Neanche il diventare cardinale conta qualche cosa, se non è ordinato alla nostra salute eterna ed alla nostra santificazione Il resto, cioè porpora, onori umani non vale proprio nulla».

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