Il Papa telefona alle Carmelitane solo per gli auguri?

Che Papa Francesco – come tanti altri pontefici, del resto – abbia sempre chiesto di pregare per lui, non è una novità. Il pontificato di Bergoglio inizia addirittura con un’eclatante richiesta di benedizione rivolta alla folla di fedeli, presenti in Piazza San Pietro per salutare il nuovo papa: “Vi chiedo un favore: – disse il Pontefice latinoamericano – prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me”. Nei giorni successivi all’elezione, poi, fino ad oggi, Papa Francesco, stringendo la mano ai fedeli o alle autorità che si accostavano a lui per salutarlo, non mancava di chiedere: “prega per me”! Una “giaculatoria”, questa, che ha sempre accompagnato la vocazione sacerdotale di Jorge Mario Bergoglio, anche quando era Arcivescovo di Buenos Aires.

In alcune circostanze particolarmente delicate e difficili, Papa Francesco – da arcivescovo prima e poi da pontefice – è solito fare ricorso a due potentissime “riserve di preghiera”: l’intercessione di Santa Teresa di Lisieux e i monasteri delle carmelitane scalze. Nel giugno del 2010, infatti, ancora Arcivescovo, scrisse alle suore dei quattro monasteri carmelitani di clausura di Buenos Aires per scongiurare, attraverso la preghiera, l’approvazione di un disegno di legge che – scriveva – “permetterà il matrimonio a persone dello stesso sesso. È in gioco qui l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga con un padre e con una madre. È in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori”.

A noi tutti è nota anche la particolare devozione che Papa Francesco nutre nei riguardi della giovane santa carmelitana Thérèse Martin. Ricordiamo, infatti, che per esplicita volontà di Papa Francesco, il libretto per la veglia di preghiera utilizzato la sera del 7 settembre a Roma – per la pace in Siria e nel resto del mondo – riportava alcune citazioni di Teresa di Lisieux. I Misteri del Rosario, erano preceduti, infatti, dalle parole della giovane Santa carmelitana, Dottore della Chiesa e patrona delle missioni.

Questa lunga premessa per mettere a fuoco due episodi particolarmente significati accaduti negli ultimi giorni. Il 31 dicembre, alle 11,45 Papa Francesco lascia un messaggio nella segreteria telefonica delle Carmelitane Scalze di Lucena, in provincia di Cordoba, in Andalusia: “Cosa andate facendo di così importante da non poter rispondere alle telefonate? Sono il Papa Francesco, volevo farvi gli auguri per questa fine d’anno. Vedrò se più tardi potrò richiamarvi. Che Dio vi benedica”. L’audio messaggio, neanche a dirlo, ha fatto il giro del mondo, e in tanti hanno sottolineato la semplicità e il modo di fare del Pontefice, unanimemente riconosciuto e battezzato come “metodo Bergoglio”. Il Papa, però, – a nostro avviso – non voleva forse limitarsi ad un semplice saluto augurale per l’inizio del nuovo Anno! Riferisce, infatti, l’agenzia Zenit – che ha contattato telefonicamente suor Adriana di Gesù Resuscitato, carmelitana argentina, Madre Superiora del convento di Lucena – : “Il Pontefice, come promesso nel messaggio in segreteria, ha poi richiamato le suore per gli auguri, ma suor Adriana ha precisato di non essere autorizzata a raccontare il contenuto del colloquio con il Santo Padre, ad eccezione dei saluti e delle benedizioni che Francesco ha esteso a tutti”. Vi era dunque una particolare intenzione di preghiera – ci sembra di capire – che Papa Francesco ha voluto consegnare alla fedele orazione delle Carmelitane Scalze? Ipotesi, questa, avvalorata da un altro dettaglio rintracciato nelle parole del post-Angelus del 3 gennaio pronunciate dal Papa: “Chiedo a tutti di continuare a pregare per me, ne ho bisogno, e pregare per questo servizio alla Chiesa”.

Su tali basi non vogliamo certamente costruire nulla che possa allarmare i fedeli, ipotizzando tresche o particolari situazioni che possano ostacolare il servizio del Romano Pontefice. Papa Francesco ha chiesto – come fa sempre – di pregare per lui, e se anche avesse consegnato alle Carmelitane di Lucena una intenzione particolare, anche noi volentieri lo accompagniamo con la nostra preghiera.

Scritto per Vatican Insider

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