Per Scalfari il “peccato” è stato abolito da Papa Francesco

prima_2Eugenio Scalfari – illustre fondatore del quotidiano “La Repubblica” –, in un suo ultimo articolo, accusa Papa Francesco di aver abolito, nei suoi discorsi, il significato teologico della parola peccato, “identificando il Dio cristiano rivelato da Cristo con l’amore, la misericordia e il perdono”. Ovviamente siamo di fronte ad una contraddizione contenutistica abbastanza chiara; che senso avrebbe, infatti, anche per un papa, parlare di misericordia e di perdono se non si fosse consapevoli dell’esistenza del peccato? Tra l’altro, alla voce “peccato”, il motore di ricerca del sito del Vaticano propone la lettura di 116 discorsi pronunciati da Papa Francesco! A nostro avviso, Eugenio Scalfari, usa strategicamente alcune provocazioni ad effetto, riguardanti le parole del Papa, (a cui risponde saggiamente Andrea Tornielli qui) per orientare l’attenzione del lettore verso quelle che sono le considerazioni di fede personali del noto giornalista. “La legge mosaica – scrive Scalfari – condensata nei dieci comandamenti ordina e impone divieti. Non contempla diritti, non prevede libertà. Il Dio mosaico descrive anzitutto se stesso: «Onora il tuo Dio, non nominare il nome di Dio invano, non avrai altro Dio fuori di me»”… da qui, fino al termine dell’articolo un susseguirsi di affermazioni teologiche talvolta rigide e talvolta errate.

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