Stati Uniti, nessun limite di fronte all’aborto

La più grande rete di cliniche abortive degli Stati Uniti, la Planned Parenthood (Paternità/maternità pianificata), ha iniziato a pubblicizzare attraverso il web la nuova tecnica di “contraccezione d’emergenza” per le donne che pesano più di 176 libbre. In seguito alla notizia – pubblicata su LifeSiteNews.com e tradotta in italiano da Anna Fusina – che l’unica forma di contraccezione di emergenza disponibile senza ricetta medica negli Stati Uniti, comincia a perdere la sua efficacia nelle donne che pesano oltre 166 libbre, la Planned Parenthood ha pensato di offrire alla clientela femminile un nuovo metodo abortivo.

La “Plan C”, così è stata chiamata, è una spirale (o IUD) di rame, che insieme ad altri farmaci (consigliati dalla la Planned Parenthood League del Massachusetts) sono in grado di indurre l’aborto precoce, oltre al rischio (accuratamente sottaciuto) associato a shock tossico e alla infertilità permanente. Nell’articolo prima citato, infatti, si dice anche che: “Nicole Lee Stein Caruso, una donna di 40 anni, è morta nell’aprile 2011 dopo l’impianto malfatto di uno IUD, secondo quando riportato dal marito vedovo. Altre non sono in pericolo di vita, ma soffrono ancora di seri effetti collaterali. La scrittrice femminista Alice Myerhoff ha scritto che una spirale di rame le ha procurato uno shock tossico. Altri effetti collaterali includono anemia, gravi dolori mestruali, mal di schiena, crampi, dolore durante il rapporto sessuale, distacco ed espulsione dello IUD dal corpo”.

Numerose associazioni cristiane hanno vivacemente protestato per questa inaccettabile iniziativa, condannando il vergognoso lancio pubblicitario e la strategia, spesso adottata, di non rivelare subito gli effetti collaterali legati all’uso di tali tecniche abortive. Senza contare il carico oneroso di questa spesa; il prezzo dei dispositivi intrauterini va, infatti, dai 400 ai 1.000 dollari.

I risvolti economici non impensieriscono però i promotori dell’iniziativa; a parere, infatti, della Dott.ssa Deborah Nucatola – direttore dei servizi medici presso la Planned Parenthood Federation americana – il problema potrebbe essere risolto dal presidente Obama attraverso l’Affordable Care Act, l’assistenza sanitaria americana nota come “ObamaCare”.

La Planned Parenthood – che conta 882 centri negli Stati Uniti, 35 in Indiana (tre dei quali praticano l’aborto) – non è nuova a questo tipo di iniziative pubblicitarie. Qualche anno fa, infatti, in occasione delle festività del Natale, la grande rete di cliniche abortive degli Stati Uniti annunciò su internet l’offerta di buoni regalo da 25 dollari per l’interruzione della gravidanza! «Un regalo insolito – scrivevano – ma anche pratico per queste festività».
L’aver scelto proprio il periodo delle festività natalizie (anche nel caso della “Plan C”) per promuovere tali iniziative ci fa comprendere quanto poco importante sia diventata la considerazione per la vita umana e per la dignità (oltre che per la salute) della donna.

Una “cultura dello scarto”, – così come l’ha definita senza esitazione Papa Francesco, incontrando le associazioni dei medici cattolici nel settembre scorso – che rende schiavi i cuori e l’intelligenza di molti uomini, e che pretende di eliminare la vita nascente. “La nostra risposta a questa mentalità – prosegue il Pontefice – è un «sì» deciso e senza tentennamenti alla vita. «Il primo diritto di una persona umana è la sua vita. Essa ha altri beni e alcuni di essi sono più preziosi; ma è quello il bene fondamentale, condizione per tutti gli altri» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione sull’aborto procurato, 18 novembre 1974, 11). Le cose hanno un prezzo e sono vendibili, ma le persone hanno una dignità, valgono più delle cose e non hanno prezzo. Tante volte, ci troviamo in situazioni dove vediamo che quello che costa di meno è la vita. Per questo l’attenzione alla vita umana nella sua totalità è diventata negli ultimi tempi una vera e propria priorità del Magistero della Chiesa, particolarmente a quella maggiormente indifesa, cioè al disabile, all’ammalato, al nascituro, al bambino, all’anziano, che è la vita più indifesa”.

Scritto per Vatican Insider

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *