Attacco al valore cristocentrico della fede

Due gli attacchi sacrileghi registrati in questi giorni nel territorio diocesano di Prato, al Crocifisso di San Leonardo da Porto Maurizio in San Pier Forelli e a quello miracoloso di San Bartolomeo sul Mercatale. “Si tratta davvero di una violenza inaudita: – afferma il Vicario generale, mons. Nedo Mannucci – mai si era avuta notizia, almeno dalle nostre parti, di un attacco così violento e reiterato contro i Crocifissi”.

In un comunicato stampa, pubblicato nel sito della diocesi di Prato, la Curia diocesana, ha immediatamente disposto che le chiese della Diocesi, in particolare quelle del centro storico, vengano particolarmente sorvegliate. “Il nostro dolore e la profonda costernazione – precisa mons. Mannucci – sono acuiti dal fatto che le due statue lignee così gravemente sfregiate sono tra le opere più care all’antica devozione pratese, tanto che non sembra casuale la loro scelta per questo sacrilegio».

Sembra che il crocifisso rappresenti una vera e propria minaccia per l’uomo moderno! Lo si vorrebbe escludere a tutti i costi dalla cultura cristiana, eliminandone ogni traccia. Ma che ostacolo può rappresentare un’immagine sacra, come quella di un crocifisso, appesa al muro?

Se il crocifisso fosse solo una semplice immaginetta sacra (così come può essere sacra la fotografia dei nostri cari) il Cristianesimo sarebbe già bello e sepolto! Francesco d’Assisi avrebbe continuato a giocherellare con la vita insieme ai suoi amici, e magari con il tempo sarebbe diventato un mercante di stoffe ancora più ricco del padre; Madre Teresa di Calcutta si sarebbe accontentata di insegnare in un istituto per ragazze a Calcutta piuttosto che dedicare ogni frammento della sua esistenza all’amore dei poveri più poveri. Evidentemente, di fronte ad una ideologia romantica e incongruente di fede come quella che abbiamo appena ipotizzato il Cristianesimo non avrebbe retto.

Se invece (così come invece il cristiano crede) il crocifisso è il segno che rimanda ad una realtà, alla persona stessa di Cristo, che è presente nella vita di ogni uomo, allora si può comprende perché qualcuno voglia eliminarlo. “Oltre ad essere centro della creazione e centro della riconciliazione, – ha detto Papa Francesco proprio in chiusura dell’Anno della Fede – Cristo è centro del popolo di Dio. E proprio oggi è qui, al centro di noi. Adesso è qui nella Parola, e sarà qui sull’altare, vivo, presente, in mezzo a noi, il suo popolo”. E poi – prosegue il Pontefice – “Cristo è il centro della storia dell’umanità, e anche il centro della storia di ogni uomo. A Lui possiamo riferire le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di cui è intessuta la nostra vita. Quando Gesù è al centro, anche i momenti più bui della nostra esistenza si illuminano, e ci dà speranza”.

Forse è questa la vera minaccia: la persona di Cristo realmente presente nella storia dell’uomo e un pontefice che a conclusione dell’Anno della Fede indica la centralità di Cristo come misura e valore di ogni cosa.

Scritto per Vatican Insider

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