Giornata della Famiglia: il trionfo dell’unità coniugale

Il bilancio della Giornata della Famiglia, celebrata a Roma in questi giorni, è certamente positivo. Gli oltre 100mila fedeli che hanno gremito il colonnato del Bernini, tra sabato 26 e domenica 27 ottobre, hanno testimoniato la gioia e la bellezza di vivere in famiglia. Una prerogativa, questa, recentemente messa in discussione e sminuita da chi grida allo scandalo della libertà dell’uomo negata dalla vita coniugale, all’esigenza di dover “finalmente” dedicare tempo ed energie solo a se stessi, con l’amara convinzione che chi si sposa (soprattutto se il matrimonio è andato a rotoli) rimane imbrigliato in mille difficoltà.

Reazionari e disincantati gli uni (quelli che pretendono la restituzione della propria libertà), illusi e senza speranza (secondo qualcuno) gli altri (quelli che coraggiosamente continuano a credere “liberamente” nel sacramento del Matrimonio).

Ieri abbiamo, invece, assistito al trionfo della fede e soprattutto all’operosità della Grazia di Dio, che nonostante il vento contrario riesce a mantenere salda l’unità del Matrimonio. Come Abramo – ha detto Papa Francesco – gli sposi “si mettono in cammino insieme. E questo è il matrimonio! Partire e camminare insieme, mano nella mano, affidandosi alla grande mano del Signore. Mano nella mano, sempre e per tutta la vita! E non fare caso a questa cultura del provvisorio, che ci taglia la vita a pezzi!”.

E’ vero, bisogna riconoscerlo, non è sempre facile dirsi l’un l’altro “permesso, grazie e scusa”, e non è escluso che talvolta – come ricorda simpaticamente Papa Francesco – volino persino i piatti tra moglie e marito, ma è estremamente importante che il Pontefice ci aiuti a ricordare la dignità umana e sacramentale che abbiamo abbracciato con il Matrimonio! E non è forse vero quello che Papa Francesco ha detto alle famiglie, che “la gioia vera che si gusta nella famiglia non è qualcosa di superficiale, non viene dalle cose, dalle circostanze favorevoli… La gioia vera viene da un’armonia profonda tra le persone, che tutti sentono nel cuore, e che ci fa sentire la bellezza di essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della vita”.

Molti giovani oggi hanno paura di stringere legami duraturi con la persona della quale si sono innamorati. Non sembrano molto disposti a pronunciare seriamente quella particolare ed intramontabile espressione che fa dire l’uno all’altra: “Ti amerò per sempre”. I problemi della nostra società, la difficoltà di trovare un lavoro dignitoso e duraturo, la drammatica esperienza del divorzio vissuta da alcuni dei loro genitori, hanno in qualche modo scoraggiato i nostri giovani a compiere scelte decisive e definitive come quella del matrimonio.
Si preferisce allora fare esperienze d’amore a breve termine e libere da ulteriori responsabilità. L’amore, però, (quando è vissuto seriamente) è per sempre! Dire io ti amerò per sempre significa non essere in grado di misurare il tempo se non con termini di “eternità”. E l’eternità è l’essenza di Dio.

Il segreto dell’unità e della gioia familiare è nella presenza di Cristo. “Solo Dio – precisa Papa Francesco – sa creare l’armonia delle differenze. Se manca l’amore di Dio, anche la famiglia perde l’armonia, prevalgono gli individualismi, e si spegne la gioia. Invece la famiglia che vive la gioia della fede la comunica spontaneamente, è sale della terra e luce del mondo, è lievito per tutta la società”.

Scritto per Vatican Insider

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