Una paradossale e sacra consegna

giovan_croce“E’ sempre la via della croce che bisogna seguire, se si vuol godere di Colui che ebbe la croce in eredità. Se siamo seguaci del Crocifisso, la croce sarà sempre con noi! E’ sommamente necessario risolversi fin dal principio a seguire la via della croce: è il cammino di perfezione tracciato da nostro Signore: «Prendi la tua croce e seguimi». Egli è il nostro modello, e non può temere nulla chi lo segue e vuole dargli conforto” (Teresa d’Avila, Lettera 1577; Vita 15,3).

Parlare di croce, quando nella vita di tutti i giorni talvolta sperimentiamo la sofferenza, non è mai facile. Sembriamo imprigionati in un vortice di mille contraddizioni e la sofferenza che viviamo è così reale che non riusciamo a comprendere fin in fondo il senso che il Signore vi ha voluto dare.

La Parola di Dio ci chiede un ulteriore atto di affidamento. La croce non è il sepolcro del nostro dolore, e chi l’ha portata prima di noi l’ha indicata come strada da percorrere “insieme” a Lui.

Di questo dovremmo convincerci: nessuno di noi, agli occhi di Dio, verrà abbandonato al proprio dolore.

Mi ha sempre colpito l’immagine scelta per questo post: Giovanni Paolo II riceve la Croce di Cristo nei riti del Venerdi Santo e con il senno di poi (ricordando le innumerevoli sofferenze patite dal Pontefice) comprendiamo il senso e il compito custodito in quella sacra consegna!

One thought on “Una paradossale e sacra consegna

  1. Il Mistero Doloroso dell’Umanità del Cristo rimane senza parole.
    Appartiene al silenzio della Preghiera che mette nelle mani della Vergine Maria la nostra fragilità.
    “AVE, O MARIA…”

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