“Le voglio tanto bene”

“Non c’è membro della Chiesa – scriveva Thomas Merton – che non debba qualcosa al Carmelo”, e Papa Francesco – a tal proposito – non nasconde la sua particolare devozione proprio per una delle figure più significative della spiritualità carmelitana: Teresa di Gesù Bambino. Anche dal punto di vista carismatico – si potrebbe dire – Papa Bergoglio è il pontefice delle sorprese: gesuita per vocazione, sceglie il nome Francesco come aspetto programmatico del suo ministero petrino e si dice devoto alla piccola carmelitana di Lisieux.

Uno degli ultimi episodi dove Papa Francesco ha sottolineato ancora una volta la devozione per santa Teresa è stato raccontato nella rivista ufficiale del Movimento Ecclesiale Carmelitano, “Dialoghi Carmelitani”. Tra le pagine di questa rivista leggiamo, infatti, la testimonianza di suor Yaneth Cardona Ramirez durante un incontro informale e cordiale con Papa Francesco, avvenuto il 6 agosto scorso a Roma.

“Gli ho solo detto in spagnolo – dichiara suor Yaneth –: Papa Francisco! E questo è bastato per farlo sorridere e così mi ha risposto «da dove vieni?»,  e io con orgoglio patriota gli ho detto «dalla Colombia, Santità!». Lo saluto con una stretta di mano e gli dico «posso darle un bacio?», e lui mi dice «anche due!», e io glieli do; poi gli consegno i doni, prima il libro su Santa Teresina di Padre Antonio Maria Sicari (La Teologia di S. Teresa di Lisieux dottore della Chiesa, Jaca Book) e mentre glielo consegno mi dice «le voglio tanto bene» (la quiero tanto) è chiaro che è riferito a Santa Teresina, poi un pacco dalle Suore Carmelitane Scalze di Cividino, così mi ha chiesto di loro, se stavano bene. Infine gli consegno il nostro poncho colombiano [uno degli indumenti tradizionali dell’America latina, ndr] come ricordo della nostra visita, lui lo guarda e mi dice «lo indosso quando vado in Colombia o celebro con lui addosso?»”.

Molti i pontefici che hanno mostrato una particolare devozione per Teresa di Gesù Bambino. Ne ricordiamo alcuni.

A chi gli faceva notare che in Teresa del Bambino Gesù non c’era nulla di straordinario, Pio X (1903-1914) rispondeva: “La sua estrema semplicità è la cosa più straor¬dinaria e degna di attenzione in quest’anima. Ristudiate la vostra teologia”; Pio XI (1922-1939) – che guardava a Teresa come alla “Stella del suo Pontificato”, chiamandola anche “il suo medico” – alcuni giorni prima di morire volle vicino a sé il reliquiario di Teresa, e posandovi spesso la mano, diceva: “Io non sono solo, la piccola santa è con me”; al P. François de Sainte Marie OCD, che gli aveva offerto l’edizione dei ritratti “Visage de Thérèse de Lisieux” Giovanni XXIII (1958-1963) diceva: “Santa Teresa la Grande, io l’amo mol¬to…ma la Piccola: ella ci conduce alla riva […]. Bisogna predicare la sua dottrina così necessaria”;  nel 1975 Paolo VI (1963-1978) – che era solito tenere nella propria scrivania una reliquia della Santa – pubblicava l’Esortazione Apostolica Gaudete in Domino sulla gioia cristiana, e parlando della gioia nel cuore dei Santi cita santa Teresa di Lisieux; nell’Udienza del 18 marzo 1981, parlando di raccoglimento e di preghiera a migliaia di giovani di varie diocesi d’Italia, Giovanni Paolo II (1978-2005) ricordava l’esempio di santa Teresa di Gesù Bambino; Benedetto XVI (2005-2013), infine, parlando del diario scritto da Teresa diceva: “Vorrei invitarvi a riscoprire questo piccolo-grande tesoro, questo luminoso commento del Vangelo pienamente vissuto! La Storia di un’anima, infatti, è una meravigliosa storia d’Amore, raccontata con una tale autenticità, semplicità e freschezza che il lettore non può non rimanerne affascinato!”.

Scritto per Vatican Insider

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