Il Papa: l’Università è il luogo della sapienza e del dialogo

papa_universitàIl penultimo degli incontri previsti in occasione della Visita pastorale a Cagliari Papa Francesco lo riserva al mondo della cultura. Nell’Aula Magna della Pontificia Facoltà Teologica Regionale sono presenti docenti e studenti della Pontificia Facoltà Teologica Regionale e Rettori, docenti e studenti delle Università statali della Sardegna. “Non voglio fare una lezione accademica” afferma il Pontefice all’inizio del suo discorso, “anche se il contesto” – dice –  lo richiederebbe. “Preferisco offrire alcune riflessioni a voce alta che partono dalla mia esperienza di uomo e di Pastore della Chiesa”. Il Vangelo di riferimento è quello che riguarda l’incontro dei discepoli di Emmaus. Tre le parole chiave del discorso tenuto dal Papa: disillusione, rassegnazione, speranza.

Analizzando la situazione attuale, anche oggi non è difficile percepire la disillusione e il disincanto di fronte alla crisi economico finanziaria, ecologica, educativa e morale. Una crisi – afferma Papa Francesco – che riguarda il mondo intero. “Di fronte alla crisi ci può essere la rassegnazione, il pessimismo verso ogni possibilità di efficace intervento. […] Questa concezione pessimistica della libertà umana e dei processi storici porta ad una sorta di paralisi dell’intelligenza e della volontà. La disillusione porta anche ad una sorta di fuga, a ricercare «isole» o momenti di tregua. E’ qualcosa di simile all’atteggiamento di Pilato, il «lavarsi le mani». Un atteggiamento che appare «pragmatico», ma che di fatto ignora il grido di giustizia, di umanità e di responsabilità sociale e porta all’individualismo, all’ipocrisia, se non ad una sorta di cinismo”. Di fronte a tutto questo l’unica strada percorribile è quella della speranza. E’ il momento storico stesso in cui viviamo che ci invita a cercare e a trovare vie di speranza.

Papa Francesco richiama i presenti al prezioso ruolo dell’Università come luogo di elaborazione e trasmissione del sapere, di formazione alla “sapienza” nel senso più profondo del termine, di educazione integrale della persona. L’Università è un luogo di discernimento. “E’ importante – afferma il Pontefice – leggere la realtà, guardandola in faccia. Le letture ideologiche o parziali non servono, alimentano solamente l’illusione e la disillusione. Leggere la realtà, ma anche vivere questa realtà, senza paure, senza fughe e senza catastrofismi”. Come il travaglio di un parto, anche l’esperienza faticosa e sofferta della crisi è di passaggio, essa – precisa il Papa “può diventare momento di purificazione e di ripensamento dei nostri modelli economico-sociali e di una certa concezione del progresso che ha alimentato illusioni, per recuperare l’umano in tutte le sue dimensioni. Il discernimento non è cieco, né improvvisato: si realizza sulla base di criteri etici e spirituali, implica l’interrogarsi su ciò che è buono”.  L’Università è un luogo di “sapienza”, un luogo “in cui si elabora la cultura della prossimità, della vicinanza. L’isolamento e la chiusura in se stessi o nei propri interessi non sono mai la via per ridare speranza e operare un rinnovamento, ma è la vicinanza, è la cultura dell’incontro. L’Università è luogo privilegiato in cui si promuove, si insegna, si vive questa cultura del dialogo, che non livella indiscriminatamente differenze e pluralismi – uno dei rischi della globalizzazione -, e neppure li estremizza facendoli diventare motivo di scontro, ma apre al confronto costruttivo”.

Infine Papa Francesco parla di una Università come luogo di formazione alla solidarietà. “Non c’è futuro per nessun Paese, per nessuna società, per il nostro mondo, se non sapremo essere tutti più solidali. Solidarietà quindi come modo di fare la storia, come ambito vitale in cui i conflitti, le tensioni, anche gli opposti raggiungono un’armonia che genera vita. […] A noi cristiani la fede stessa dona una speranza solida che spinge a discernere la realtà, a vivere la vicinanza e la solidarietà, perché Dio stesso è entrato nella nostra storia, diventando uomo in Gesù, si è immerso nella nostra debolezza, facendosi vicino a tutti, mostrando solidarietà concreta, specialmente ai più poveri e bisognosi, aprendoci un orizzonte infinito e sicuro di speranza”.

Prima di concludere il suo discorso, Papa Francesco aggiunge a braccio: “Ho trovato nei politici giovani un’altra maniera di pensare la politica; parlano diversamente, stanno cercando. La loro musica è diversa dalla nostra, hanno un’intuizione, apriamoci alla loro intuizione. I giovani in genere cercano questa chiava diversa per aiutarci all’incontro, politici pensatori giovani… Il coraggio sia il tempo musicale per andare avanti”.

Scritto per Korazym.org

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