Umiltà e coraggio negli occhi di fra Cristoforo

cristoforo“Due occhi incavati eran per lo più chinati a terra, ma talvolta sfolgoravano, con vivacità repentina; come due cavalli bizzarri, condotti a mano da un cocchiere, col quale sanno, per esperienza, che non si può vincerla, pure fanno, di tempo in tempo, qualche sgambetto, che scontan subito, con una buona tirata di morso” (A. ManzoniI Promessi Sposi).

Sono le parole utilizzate dal Manzoni per descrivere uno dei personaggi più amati de I Promessi Sposi. Fra Cristoforo potrebbe rappresentare il sogno di ogni vocazione umana, il passaggio da una condizione esistenziale ad un’altra, qualcosa che possiamo chiamare “conversione” del cuore.
Gli occhi di quest’uomo parlano di umiltà, ma nello stesso tempo si illuminano di vivacità e forza, quando è la dignità della povera gente ad essere calpestata.

Non temerà, infatti, di rivolgere a don Rodrigo parole di fuoco:

«Ho compassione di questa casa: la maledizione le sta sopra sospesa. State a vedere che la giustizia di Dio avrà riguardo a quattro pietre, e suggezione di quattro sgherri. Voi avete creduto che Dio abbia fatta una creatura a sua immagine, per darvi il piacere di tormentarla! Voi avete creduto gpche Dio non saprebbe difenderla! Voi avete disprezzato il suo avviso! Vi siete giudicato. Il cuore di Faraone era indurito quanto il vostro; e Dio ha saputo spezzarlo. Lucia è sicura da voi: ve lo dico io povero frate; e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno…».

Questo mi ricorda un altro coraggioso personaggio, Giovanni Paolo II, che nel maggio del 1993 tuonò dalla Valle dei Templi dicendo ai mafiosi: “Convertitevi, una volta verrà il Giudizio di Dio”.

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