Il Papa ai giovani della Gmg: “Andate, senza paura, per servire”

Con la Celebrazione Eucaristica odierna la XXVIII edizione della Gmg si avvia alla conclusione. Dopo una notte di veglia, lungo la spiaggia di Copacabana, i giovani si preparano a celebrare la Messa insieme a Papa Francesco. Nei loro sguardi l’entusiasmo e la consapevolezza di aver condiviso un pezzetto di storia insieme ad oltre tre milioni di coetanei. “Non rimanete al balcone, – aveva ricordato loro il Papa durante la veglia – non mettetevi in fondo alla storia, siatene i protagonisti, andate avanti sempre”. Forse non è facile comprendere fino in fondo le emozioni e le sensazioni che toccano il cuore di chi prende parte a questo oceanico raduno, sarà solo la pratica quotidiana del cosiddetto “giorno dopo” che renderà giustizia queste giornate e dirà davvero quanto siamo cambiati e quanto desideriamo che la nostra vita venga vissuta conformemente a Cristo.

La Santa Messa è introdotta dall’indirizzo di saluto dell’Arcivescovo di Rio de Janeiro, Dom Orani João Tempesta : “Questa non è una celebrazione d’addio ma una partenza in missione, quindi, una celebrazione d’invio. […] Già ci mancano i momenti che abbiamo vissuto con Lei, ci mancherà qualcuno che ci ha resi felici con le sue parole e i suoi gesti. […] Come gli apostoli intorno a Pietro, che avvertì che andava a pescare (Gv 21, 3), Santo Padre, anche noi diciamo: «Veniamo anche noi con te». Abbiamo incontrato il Signore nel cammino, spezzando il pane e ascoltando la Sua Parola (Lc 24, 32) e Lei ha riscaldato i nostri cuori. Adesso è arrivato il momento di dire, Papa Francesco: Inviaci! E noi, sicuramente, Santo Padre, risponderemo: «Siamo qui, inviaci» (cfr Is 6,8.)”.

Nel corso della sua omelia Papa Francesco non cede ai pessimismi e alle incongruenze del nostro tempo, piuttosto alza il tiro e lascia ai giovani la responsabilità di un’antica ed evangelica consegna: “Andate e fate discepoli tutti i popoli”. Inizia così il discorso del Pontefice, con le parole che Gesù rivolse ai suoi apostoli; “Gesù si rivolge a ognuno di voi, dicendo: «È stato bello partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù, vivere la fede insieme a giovani provenienti dai quattro angoli della terra, ma ora tu devi andare e trasmettere questa esperienza agli altri». Gesù ti chiama ad essere discepolo in missione!”.
Ancora una scansione ternaria nel discorso dettato dal Papa, tre parole su cui riflettere e meditare: “Andate, senza paura, per servire”.

“Andate”, è il primo verbo di movimento che Papa Bergoglio pone in rilievo, perché “l’esperienza di questo incontro non può rimanere rinchiusa nella vostra vita o nel piccolo gruppo della parrocchia, del movimento, della vostra comunità. Sarebbe come togliere l’ossigeno a una fiamma che arde”. La fiamma della fede va condivisa e trasmessa perché tutti vivano di Cristo; “Andate e fate discepoli tutti i popoli”, è il mandato che il Signore affida a tutta la Chiesa, “è un comando, che, però, non nasce dalla volontà di dominio o di potere, ma dalla forza dell’amore, dal fatto che Gesù per primo è venuto in mezzo a noi e ci ha dato non qualcosa di Sé, ma tutto Se stesso, ha dato la sua vita per salvarci e mostrarci l’amore e la misericordia di Dio”. Cristo ci invia a tutti, ricorda il Pontefice, “il Vangelo è per tutti e non per alcuni. Non è solo per quelli che ci sembrano più vicini, più ricettivi, più accoglienti. E’ per tutti. Non abbiate paura di andare e portare Cristo in ogni ambiente, fino alle periferie esistenziali, anche a chi sembra più lontano, più indifferente. Il Signore cerca tutti, vuole che tutti sentano il calore della sua misericordia e del suo amore”.
Con particolare attenzione il Papa esorta i giovani dell’America Latina ad accogliere il mandato di Gesù, perché il Brasile, l’America Latina, il mondo hanno bisogno di Cristo! “La Chiesa ha bisogno di voi, dell’entusiasmo, della creatività e della gioia che vi caratterizzano”, perché lo strumento migliore per evangelizzare i giovani è un altro giovane, e “questa – afferma il Pontefice – è la strada da percorrere!”.

“Senza paura”. E’ la seconda espressione dettata dal Papa ai giovani. Spesso ci riconosciamo inadeguati e carichi di paura nell’annuncio del messaggio cristiano; “Caro amico, – incoraggia Bergoglio – la tua paura non è molto diversa da quella di Geremia, un giovane come voi, quando è stato chiamato da Dio a essere profeta”. “«Non avere paura!». Quando andiamo ad annunciare Cristo, è Lui stesso che ci precede e ci guida. […] Gesù non ci lascia soli, non vi lascia mai soli! Vi accompagna sempre. […] Cari giovani, sentite la compagnia dell’intera Chiesa e anche la comunione dei Santi in questa missione. Quando affrontiamo insieme le sfide, allora siamo forti, scopriamo risorse che non sapevamo di avere. Gesù non ha chiamato gli Apostoli a vivere isolati, li ha chiamati per formare un gruppo, una comunità”. Poi il Papa si rivolge ai sacerdoti presenti che hanno accompagnato i giovani a Rio, “ma è una tappa del cammino. Continuate ad accompagnarli con generosità e gioia, aiutateli ad impegnarsi attivamente nella Chiesa; non si sentano mai soli!”.

L’ultima parola: “per servire”. Nel Salmo proclamato oggi – dice Papa Francesco – c’è l’espressione «Cantate al Signore un canto nuovo» (Sal 95,1). “Qual è questo canto nuovo? Non sono parole, non è una melodia, ma è il canto della vostra vita, è lasciare che la nostra vita si identifichi con quella di Gesù, è avere i suoi sentimenti, i suoi pensieri, le sue azioni. E la vita di Gesù è una vita per gli altri. È una vita di servizio”; e ancora: “Evangelizzare è testimoniare in prima persona l’amore di Dio, è superare i nostri egoismi, è servire chinandoci a lavare i piedi dei nostri fratelli come ha fatto Gesù. Andate, senza paura, per servire”. Seguendo e sperimentando queste tre parole sarà possibile rendersi conto che “chi evangelizza è evangelizzato, chi trasmette la gioia della fede, riceve gioia. Cari giovani, nel ritornare alle vostre case non abbiate paura di essere generosi con Cristo, di testimoniare il suo Vangelo”. “Portare il Vangelo – conclude il Pontefice – è portare la forza di Dio per sradicare e demolire il male e la violenza; per distruggere e abbattere le barriere dell’egoismo, dell’intolleranza e dell’odio; per edificare un mondo nuovo. Gesù Cristo conta su di voi! La Chiesa conta su di voi! Il Papa conta su di voi! Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, vi accompagni sempre con la sua tenerezza: «Andate e fate discepoli tutti i popoli»”.

Conclusa la Comunione Eucaristica il Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, il card. Stanisław Ryłko, rivolge a Papa Francesco il saluto e il ringraziamento per le indimenticabili giornate trascorse a Rio de Janeiro. “Con il cuore colmo di gioia, – afferma mons. Ryłko – i giovani desiderano esprimerLe, Santo Padre, la loro devozione e gratitudine. Grazie d’aver presieduto questa GMG! Grazie per le parole che ha rivolto a questi giovani, parole di speranza e sicuri indicatori di strada. Assieme a Lei, Santo Padre, vogliamo esprimere il nostro grazie anche al Papa-emerito Benedetto XVI che ha scelto Rio de Janeiro quale luogo per celebrare la XXVIII GMG e ha donato ai giovani un bellissimo messaggio come guida nel cammino di preparazione spirituale. Vogliamo infine rinnovare la nostra gratitudine al beato Giovanni Paolo II per il dono provvidenziale delle GMG nella Chiesa, in attesa della sua canonizzazione”.

Terminata la Messa, Papa Francesco, nell’allocuzione che precede la recita dell’Angelus, ringrazia tutti coloro che hanno preso parte alla Gmg, “per tutte le gioie – dice – che mi avete dato in questi giorni. Porto ciascuno di voi nel mio cuore!”. Poi un pensiero alla Vergine Maria perché “ci insegni con la sua esistenza che cosa significa essere discepolo missionario. […] Quando l’angelo Gabriele annunciò a Maria che sarebbe diventata la Madre di Gesù, del Salvatore, lei, anche senza capire il pieno significato di quella chiamata, si è fidata di Dio, ha risposto: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38). Ma immediatamente dopo che cosa ha fatto? Dopo aver ricevuto la grazia di essere la Madre del Verbo incarnato, non ha tenuto per sé quel dono; è partita, è uscita dalla sua casa ed è andata in fretta ad aiutare la parente Elisabetta, che aveva bisogno di aiuto (cfr Lc 1,38-39); ha compiuto un gesto di amore, di carità, di servizio concreto, portando Gesù che aveva in grembo. E questo gesto l’ha fatto in fretta! Ecco, cari amici, il nostro modello. Colei che ha ricevuto il dono più prezioso da parte di Dio, come primo gesto di risposta si muove per servire e portare Gesù. Non abbiate mai paura di essere generosi con Cristo. Ne vale la pena! Uscire e andare con coraggio e generosità, perché ogni uomo e ogni donna possa incontrare il Signore”.

Il Pontefice, infine, annuncia la tappa della prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà, nel 2016, a Cracovia, in Polonia, nella terra del grande Papa Giovanni Paolo II che diede vita all’esperienza della Gmg. La notizia è accolta con fragoroso entusiasmo, mentre le bandiere della Polonia vengono fatte sventolare e i giovani gridano la loro gioia.

Scritto per Korazym.org

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