Palermo: attacco ai valori della fede

Luci colorate, immagini ambigue proiettate sul portico della Cattedrale di Palermo, folla in delirio, riferimenti orgiastici, simboli che richiamano le unioni omosessuali e il logo del Gay Pride (celebrato a livello nazionale nel capoluogo siciliano alcuni giorni fa), una banda musicale – infine – suona sul carro della “Santuzza” il famoso tormentone rap sudcoreano “Gangnam Style” e altre musichette americane, mentre il Sindaco Leoluca Orlando grida per tre volte “Viva Palermo e Santa Rosalia”.

Purtroppo non stiamo descrivendo una parata di carri carnascialeschi, non ci crederebbe nessuno con il caldo che fa in questi giorni a Palermo e meno che mai se allestiti sul sagrato della splendida Cattedrale arabo-normanna, cuore della fede cristiana cittadina. Purtroppo – lo ripetiamo con preoccupante rammarico – i dettagli prima menzionati  raccontano, invece, il 389esimo Festino di Santa Rosalia, patrona di Palermo, celebrato in questi giorni e organizzato dal Comune. E’ una tradizione che attira ogni anno migliaia di persone e che nel tempo ha assunto dei connotati di costume e di colore davvero molto discutibili. Il tema scelto per questa 389esima manifestazione era “Dedicato a chi fa il futuro”. Futuro e speranza, “da qui siamo partiti – afferma Sandro Tranchina, il direttore artistico del Festino – insieme agli altri autori di questa edizione, per cercare un nuovo modo di descrivere Palermo, la nostra Palermo, e le sue pulsioni: c’è bisogno di futuro, c’è bisogno di speranza”. In Curia però, questo modo di guardare al futuro non è proprio piaciuto. Le principali agenzie stampa riportano, infatti, il giudizio negativo che il segretario dell’Arcivescovo di Palermo riporta nella sua pagina Facebook: “Vergogna! Stiamo toccando il fondo! L’ideologia omosessualista proiettata sul nobile portico meridionale della Cattedrale di Palermo in occasione del Festino della Patrona Rosalia! I simboli del gay pride e delle unioni omosessuali accostati ad un neonato… Il carro fatto passare sotto Porta Felice da un cancello con motivi orgiastici…”. Don Fabrizio Moscato parla di insulto alla nobiltà della fede che la Santuzza ed anche la Cattedrale rappresentano; “Questo è il futuro visto con lo sguardo dei bambini? No! – prosegue il segretario del card. Romeo – Questa è strumentalizzazione dei bambini! Questo è un futuro IMPOSTO ai bambini da minoranze che hanno uno sguardo falso e deviato… L’unica paura è per i più piccoli che ci guardano…”.

Qualcuno legge nella spiacevole vicenda una provocatoria risposta alle parole dell’Arcivescovo di Palermo dettate proprio in questi giorni di festa cittadina durante la Messa celebrata in Comune al “Palazzo delle Aquile”, dove il Presule aveva dichiarato: “Si esce dalla mediocrità e si punta in alto quando si fanno le opportune distinzioni fra ciò che San Paolo definisce «spazzatura» e ciò che è realmente prezioso. In particolare, il «di più» che viene chiesto a chi ha responsabilità politiche ed amministrative è intimamente connesso con una corretta scala di valori che guardi alla verità dell’uomo e alla costruzione del futuro della comunità. Ci sono valori, come quelli della vita – in tutte le sue fasi, dal suo nascere al suo naturale tramontare –, e la famiglia, istituzione naturale basata sull’amore fecondo fra un uomo e una donna, che vanno chiaramente affermati e coerentemente sostenuti, e sui quali non sono ammesse confusioni, perché la verità appare in tutta la sua luminosa nitidezza”.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l’assessore  Francesco Giambrone, in riferimento alle immagini profane proiettate sul portico della Cattedrale, si sono giustificati così: “Lo spettacolo di ieri sera è stato nel suo complesso un modo per narrare la città, una festa per raccontarne le tante parti, rappresentare i tanti tasselli del mosaico che la compongono. Una festa che è stata lo specchio di una città fatta di tante ricchezze, diversità e anime che convivono pacificamente”.
E’ ancora l’Arcivescovo palermitano a ricordare che la capacità di promuovere e difendere i valori legati alla vita e alla famiglia “può far perdere forse il consenso di alcuni gruppi, ma si eviterà di generare confusione e disorientamento in uomini e donne di buona volontà. Non è giusto, infatti, lasciare alle nuove generazioni orientamenti socio-culturali viziati, che portano «valori avariati», secondo un’efficace espressione di Papa Francesco. La verità dell’uomo non può essere mai confusa o tradita. Una legislazione non serve solo a regolamentare comportamenti, ma possiede una forza pedagogica e culturale che crea stili ed abitudini. Per questo non può mai essere svincolata da un riferimento valoriale imposto dalla stessa natura delle cose”.

Scritto per Korazym.org

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