Il martirio cristiano nel mondo contemporaneo

Perdere la vita per causa di Gesù – ha ricordato Papa Francesco durante l’Angelus domenicale appena trascorso – “può avvenire in due modi: esplicitamente confessando la fede o implicitamente difendendo la verità”. Una fierezza dell’essere cristiani che in oltre duemila anni è stata coraggiosamente testimoniata da tantissime persone; e oggi – precisa Papa Bergoglio – “abbiamo più martiri che nei primi secoli!”.
Ma c’è una nuova tipologia di martirio che il Pontefice ha voluto ricordare, un martirio quotidiano che non comporta la morte ma che si traduce ugualmente in un “«perdere la vita» per Cristo, compiendo il proprio dovere con amore, secondo la logica di Gesù, la logica del dono, del sacrificio”.
E’ il martirio quotidiano dei genitori che “ogni giorno mettono in pratica la loro fede offrendo concretamente la propria vita per il bene della famiglia!”, o di quei “sacerdoti, frati, suore che svolgono con generosità il loro servizio per il regno di Dio!”; e poi ci sono i giovani che “rinunciano ai propri interessi per dedicarsi ai bambini, ai disabili, agli anziani… Anche questi – afferma Papa Francesco – sono martiri! Martiri quotidiani, martiri della quotidianità!”.

L’errore più stupido e grossolano – diceva Charles Péguy – “è immaginarsi che la vita di famiglia, siccome è una vita ritirata, sia anche una vita ritirata dal mondo. E’ esattamente e diametralmente il contrario. La vita di famiglia è invece la vita più coinvolta nel mondo… C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Non corrono assolutamente alcun pericolo, al suo confronto. Tutto nel mondo moderno, e soprattutto il disprezzo, è organizzato contro lo stolto, contro l’imprudente, contro il temerario… contro l’audace, contro l’uomo che ha tale audacia, avere moglie e bambini, contro l’uomo che osa fondare una famiglia”.

Si potrebbe parlare anche di tanti sacerdoti che vivono quotidianamente nella fedeltà all’amore di Cristo, in castità e obbedienza, e che pagano ogni giorno il prezzo del crimine della pedofilia commesso dai loro confratelli, e che “quotidianamente” subiscono il martirio della maldicenza e del sospetto. Papa Francesco ricorda anche il sacrificio di tanti uomini retti che “preferiscono andare controcorrente, pur di non rinnegare la voce della coscienza, la voce della verità! Persone rette, che non hanno paura di andare controcorrente! E noi, non dobbiamo avere paura!”.

I giovani ascoltano ma soprattutto ci guardano, e vorrebbero vedere negli adulti del popolo di Dio una corrispondenza chiara con le pagine del Vangelo annunciato da Cristo piuttosto che assistere all’inquietante gioco delle tre carte, abilmente mescolate per nascondere il marcio e apparire immacolati! Anche ai giovani il Papa dice: “Non abbiate paura di andare controcorrente, quando ci vogliono rubare la speranza, quando ci propongono questi valori che sono avariati, valori come il pasto andato a male e quando un pasto è andato a male, ci fa male; questi valori ci fanno male. Dobbiamo andare controcorrente! E voi giovani, siate i primi: Andate controcorrente e abbiate questa fierezza di andare proprio controcorrente. Avanti, siate coraggiosi e andate controcorrente! E siate fieri di farlo!”.

E così, mentre c’è chi osserva ancora con sdegno la sedia vuota lasciata dal Pontefice in occasione del concerto di musica classica per l’Anno della Fede, il Papa continua a lavorare con martello e picozza per restaurare il prospetto della Santa Chiesa, incoraggiando tutti gli ambiti della vita cristiana ad andare coraggiosamente avanti con fierezza!

Scritto per Vatican Insider

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