Belgio, una legge eutanasica per i minori

Anche i minori di diciotto anni, e dunque i bambini, potrebbero diventare vittime dell’eutanasia. E’ l’assurdo proponimento maturato nelle scorse settimane dal parlamento belga e inviato al Senato per ottenere il via libera definitivo. L’iniziativa è stata avanzata dal Partito socialdemocratico in carica e metterebbe d’accordo gli altri partiti, dalla destra nazionalista alla sinistra radicale, fatta eccezione per l’esigua rappresentanza dei cattolici.
La legge darà ai medici la facoltà di valutare caso per caso se la malattia è abbastanza grave da ammettere il ricorso all’eutanasia. Saranno sempre i medici a stabilire se il bambino è abbastanza maturo da decidere in autonomia se morire o no. “Tra i suggerimenti per abbreviare la sofferenza dei bambini e delle loro famiglie, – si legge in un articolo pubblicato dall’agenzia Sir – viene reso esplicito il ricorso all’eutanasia, adducendo una ragione oggettivamente paradossale: la sofferenza dei genitori può essere un motivo per uccidere il bimbo. (…) L’agonia non è tollerabile ed è preferibile far morire che far soffrire”.

Uno dei medici favorevole all’irragionevole pratica mortale afferma: “Questi bambini sono grigi e freddi, gli vengono le labbra blu e all’improvviso, ogni pochi minuti, prendono respiri molto profondi. Una condizione molto brutta da vedere, e che può andare avanti per ore e, a volte, giorni”. Compito dei medici, quindi, è risparmiare i genitori dall’ “abominio” di vedere il proprio figlio morire in difficoltà, spiega il dottor Verhagen. Fa parte di una buona cura palliativa.

Nel 2004 “Il Foglio” pubblicò un’intervista di Oriana Fallaci, che a proposito dell’eutanasia disse: “…La parola eutanasia è per me una parolaccia. Una bestemmia nonché una bestialità, un masochismo. Io non ci credo alla buona-Morte, alla dolce-Morte, alla Morte-che-Libera-dalle-Sofferenze. La morte è morte e basta. Ma predicarlo non serve a nulla. Forse  grazie ai kamikaze, alle loro stragi alle loro decapitazioni, l’islamico Culto della Morte sta avanzando in Occidente a un ritmo inesorabile. Sta conquistando l’America dove in Florida, in California, nel Vermonti, in Alabama, nell’Oregon, nel Michigan passano leggi sul suicidio assistito. E sperare che ciò non avvenga anche in Europa, in Eurabia, quindi in Italia, è ormai vano. ‘L’onda si rovescerà sull’Europa, sull’Italia dove si copiano sempre sempre gli altri’, ha ben scritto Gianluigi Gigli sull’Osservatore Romano”.

E’ interessante, a tal proposito, rileggere le parole di Santa Teresa d’Avila: “Quando vidi lo stato in cui i medici della terra mi avevano ridotta, e come fossi tutta scontorta in così giovine età, decisi di ricorrere ai medici del cielo e domandare ad essi la salute, perché quantunque sopportassi quel male con tanta gioia, desideravo anche di guarire. Pensavo talvolta che se con la salute avessi dovuto dannarmi, sarebbe stato meglio rimanere così, ma insieme pensavo che con la salute avrei potuto servir meglio il Signore. – Ecco qui il nostro errore: non voler rimetterci in tutto nelle mani di Dio che sa meglio di noi di quello che ci conviene” (Teresa d’Avila).

Scritto per Vatican Insider

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